Se l’attenzione dei media e della comunità internazionale in queste settimane appare monopolizzata dalla guerra in Iran e dagli sviluppi dell’operazione Epic Fury, lontano dai riflettori, un altro conflitto, quello in Ucraina, non accenna a diminuire di intensità. A seguito degli ultimi attacchi di Mosca che hanno provocato la morte di cinque ucraini, il presidente Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di aver lanciato un’”escalation di Pasqua”. Il leader ucraino ha inoltre reso noto ieri che a marzo la Russia ha subito le perdite mensili più ingenti dall’inizio dell’invasione.
Lo scorso mese, ha scritto Zelensky in un post pubblicato sui social, i nostri attacchi con i droni hanno provocato la morte o il ferimento grave di 33.988 militari russi, mentre l’artiglieria e altri attacchi hanno eliminato altri 1.363 occupanti russi”. “Questo significa oltre 35.000 perdite russe in un solo mese, e si tratta di perdite chiaramente accertate”, ha proseguito il presidente ucraino sottolineando che si tratta del livello più alto dall’avvio del conflitto.
Nelle scorse settimane le forze di Mosca hanno lanciato sul fronte sud-orientale un’offensiva di primavera che, secondo diversi esperti, non starebbe andando secondo i piani del Cremlino. Nell’ultima settimana, si legge in un’analisi pubblicata da Al Jazeera, Kiev ha devastato la capacità di esportazione di petrolio della Russia (l’agenzia Reuters prevede imminenti tagli alla produzione petrolifera russa a causa dei raid ucraini contro le infrastrutture energetiche del Paese invasore), continuando a bloccare l’avanzata della Federazione e a riconquistare territori occupati. Il tutto mentre Zelensky ha appena concluso accordi con diversi Stati del Golfo per esportare il know-how ucraino in materia di droni in cambio di un sostegno congiunto alla produzione di armi.
Il comandante in capo ucraino Oleksandr Syrskyi ha spiegato che alla base degli ultimi successi sul campo c’è proprio la velocità nella produzione di velivoli senza pilota da parte di Kiev. Syrskyi ha dichiarato che a marzo il numero di sortite dei doni e il numero di obiettivi distrutti sono aumentati di quasi il 55% rispetto a febbraio e che i droni Fpv (first person view) sono ora responsabili del 90% delle vittime russe.
Il comandante ucraino ha inoltre affermato che, quest’anno, mentre la Russia continua complessivamente ad avanzare, Kiev ha riconquistato 470 km quadrati di territorio occupato, segnando le sue prime conquiste territoriali dal 2023. Anche l’Institute for the Study of the War ha confermato il rallentamento dell’offensiva del Cremlino mentre il presidente Zelensky ha citato un’analisi dell’intelligence britannica secondo cui la situazione sul terreno, per l’Ucraina, è la più favorevole degli ultimi 10 mesi.
Sin qui le buone notizie per Kiev. Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente lo scorso 28 febbraio ha generato forti preoccupazioni tra le autorità ucraine. Ad ammetterlo è lo stesso Zelensky, il quale ha dichiarato che “più a lungo dura la guerra in Medio Oriente, maggiore è il rischio che non riceveremo armi” da Washington.
Non c’è una minaccia immediata ma Kiev deve prepararsi a potenziali interruzioni ampliando la propria produzione nel settore della difesa, ha aggiunto il presidente ucraino. Uno scenario che Zelensky ha precisato di aver preso in considerazione già nel 2023.