Ostaggi nascosti nei tunnel: i segreti della rete sotterranea di Hamas a Gaza

I primi tunnel sono stati costruiti negli anni '80, per trasportare beni di vario genere. Dal 2007 in poi, Hamas ha iniziato ad utilizzarli per scopi militari

Ostaggi nascosti nei tunnel: i segreti della rete sotterranea di Hamas a Gaza
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Nel corso dell’attacco al territorio israeliano, il Movimento per il jihad islamico in Palestina (Pij) e le brigate Al-Qassam di Hamas hanno rapito numerosi civili e soldati israeliani. Gli ostaggi dovrebbero essere circa un centinaio e l’ala militare dell’organizzazione terroristica di Gaza ha affermato di averli nascoste in case sicure e tunnel segreti.

Della fittissima rete sotterranea scavata sotto la Striscia si è iniziato a parlare per la prima volta negli anni Ottanta. Al tempo essa collegava il territorio con l’Egitto e non aveva scopi militari. Era utilizzata principalmente per trasportare illegalmente beni di vario genere nella Gaza occupata dalle forze israeliana. I tunnel sono stati notevolmente ampliati a partire dal 2007, quando Hamas ha preso il controllo dell’exclave e ha iniziato ad usarli per le loro operazioni. L’episodio più eclatante risale al 2006, quando i palestinesi riuscirono a rapire il soldato Gilad Shalit utilizzando proprio questa rete sotterranea.

I tunnel sono stati uno dei bersagli principali dell’operazione “Margine di protezione”, lanciata dall’Idf nel 2014. Le forze israeliane invasero la Striscia di Gaza, con l’obiettivo di distruggere le gallerie che portavano nel loro territorio. Dopo quasi due mesi di conflitto, Tel Aviv annunciò di averne distrutte 34, sottolineando però che Hamas ne aveva costruiti più di 1.300 dal 2007, spendendo 1.25 miliardi di dollari. Già nel 2006, il vicecapo del gruppo terroristico Ismail Haniyeh disse che avevano costruito una rete due volte più estesa di quella usata dai vietcong contro gli Stati Uniti.

Ad oggi, i tunnel sono utilizzati da Hamas per ammassare equipaggiamento, spostare armi e uomini, come arterie di trasporto e centri di comando. Alcuni conducono direttamente alle comunità israeliane costruite vicino al confine, garantendo ai terroristi la possibilità di infiltrarsi e condurre azioni-lampo come rapimenti e attacchi ai villaggi. Le gallerie vengono spesso costruite sotto aree densamente popolate, per rendere più difficile alle forze di Tel Aviv localizzarli e distruggerli. Gli ingressi sono nascosti sotto scuole, moschee, ospedali e altre strutture civili.

Secondo l’Idf, Hamas requisisce i materiali che Israele invia ogni mese a Gaza per la costruzione di strutture civili e le impiega per il potenziamento della rete sotterranea. Le forze israeliane riportano che, dal gennaio del 2014, “4.680 camion che trasportavano 181 mila tonnellate di ghiaia, ferro, cemento, legno e altre forniture sono passati attraverso il valico di Kerem Shalom verso Gaza.

Hamas avrebbe potuto costruire case, ospedali, scuole e biblioteche. Avrebbe potuto costruire infrastrutture per migliorare la qualità della vita dei residenti di Gaza. Invece, ha scelto di espandere la sua città terroristica sotterranea”.

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