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Può succedere anche adesso". Così l'Europa si scopre vulnerabile ad un attacco russo

Un war game simula lo scenario di un’incursione di Mosca in Lituania. Il risultato apre il dibattito tra gli esperti

Può succedere anche adesso". Così l'Europa si scopre vulnerabile ad un attacco russo

I negoziati tra russi e ucraini mediati dagli Stati Uniti sembrano, seppure a fatica e tra mille incognite, avvicinare la prospettiva della fine della guerra nell’Europa orientale. Le mire espansionistiche di Vladimir Putin potrebbe però tornare molto presto a riaffacciarsi. I leader politici e della sicurezza del Vecchio Continente, riferisce il Wall Street Journal, sono infatti convinti che una nuova incursione russa, se non proprio un’invasione, in territori di Paesi della Nato o dell’Unione europea sia uno scenario più probabile a causa delle tensioni tra gli europei e Donald Trump sulla Groenlandia, sull’Ucraina e sul commercio. Un allarme derivante dal fatto che Mosca ha messo in piedi un’economia di guerra focalizzando le risorse nazionali su una campagna di riarmo e di reclutamento di soldati che andrebbe ben oltre le necessità dell’operazione speciale in Ucraina.

Polonia, Paesi baltici e persino le isole delle nazioni scandinave nel Baltico sono solo alcuni dei possibili obiettivi del Cremlino. È in questo contesto da vigilia di guerra che a dicembre il quotidiano tedesco Die Welt insieme al centro tedesco di wargame dell’Università Helmut-Schmidt delle Forze armate di Berlino hanno organizzato una simulazione di un’incursione russa in Lituania. I risultati dell’esercitazione, ambientata nell’ottobre 2026 e a cui hanno partecipato 16 ex alti funzionari tedeschi e della Nato, oltre a legislatori ed esperti, sono stati presentati pochi giorni fa.

Il war game si apre con la Russia che usa il pretesto di una crisi umanitaria nell’enclave russa di Kaliningrad per conquistare la città lituana di Marijampole. L’escamotage adoperato da Mosca nella simulazione convince gli Stati Uniti a rifiutare di invocare l’articolo 5 della Nato. Anche da questa parte dell’Atlantico, la reazione europea si dimostra debole. L’esercitazione ipotizza che la brigata tedesca presente in Lituania non intervenga, in parte perché la Federazione ha minato le strade che portano alla sua base, e che la Polonia, pur mobilitandosi, non invii truppe in soccorso di Vilnius.

La località scelta per il war game, Marijampole, non è casuale. La cittadina lituana è collocata vicino ad uno dei nodi autostradali più strategici d’Europa. A sud-ovest si trova la superstrada baltica che scorre verso la Polonia e ad ovest si trova la strada di transito tra Bielorussia e Kaliningrad che la Lituania, in base ad un trattato, deve mantenere aperta al traffico russo. Nel wargame, la Russia riesce a stabilire in poche ore il dominio sui Paesi baltici schierando una forza iniziale di appena 15mila uomini. Un risultato che il Cremlino otterrebbe, nell’agghiacciante finzione, sfruttando l’assenza della leadership di Washington negli affari europei.

Il risultato della simulazione ha riacceso il dibattito tra gli esperti su quanto l’Europa sia davvero pronta all’ipotesi di un conflitto contro Mosca e, aspetto non secondario, su quanto tempo avrebbe il Vecchio Continente per prepararsi alla guerra. “La nostra stima è che la Russia sarà in grado di spostare grandi quantità di truppe entro un anno”, ha affermato in un’intervista il ministro della Difesa olandese Ruben Brekelmans aggiungendo che la Federazione “sta già aumentando i suoi armamenti strategici e sta espandendo la sua presenza e i loro assetti lungo i confini della Nato”.

“La deterrenza non dipende solo dalle capacità ma da ciò che il nemico pensa della nostra volontà”, sostiene Franz-Stefan Gady, analista militare che ha interpretato nel wargame il capo di Stato maggiore russo. Gady sottolinea che lui e la sua squadra russa sapevano che, almeno nella finzione, la Germania avrebbe esitato a reagire contro Mosca e ciò sarebbe stato sufficiente per vincere.

Sin qui la finzione. Giedrius Premeneckas, capo di Stato maggiore della difesa lituano, dichiara che nella vita reale la Lituania e gli altri suoi alleati riceverebbero sufficienti informazioni di intelligence prima di un’incursione russa e, anche senza il supporto degli alleati, Vilnius sarebbe in grado di affrontare una minaccia limitata a Marijampole. E poi sottolinea: “siamo molto grati agli ucraini che, ogni giorno, con il loro sangue e le loro perdite, ci danno il tempo di prepararci al meglio”.

La minaccia incombe sul Vecchio Continente. Il Wall Street Journal riferisce che funzionari europei e analisti della sicurezza ritengono che, anche senza l’accordo sull’Ucraina, l’esercito di Mosca potrebbe liberare all’istante fino a 200mila soldati semplicemente passando da operazioni offensive al “mantenimento della linea”. “Può succedere anche adesso”, avverte Nico Lange, ex alto funzionario della Difesa tedesca che ha partecipato al wargame, secondo il quale “Putin è un’opportunista e se vede un'opportunità, la sfrutta”. Perché il capo del Cremlino dovrebbe aspettare che gli europei siano pronti, si chiede Lange.

Una domanda resa ancora più pressante dal crescente disinteresse di Washington per le questioni europee e per la sottovalutazione delle intenzioni di Putin in Europa orientale contenuta nella nuova Strategia di difesa nazionale pubblicata di recente dal Pentagono.

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