“La situazione è surreale. Ora regna un silenzio innaturale e c’è uno stato di attesa”. Dubai si prepara a vivere una notte diversa dal solito. Lo racconta in diretta a Il Giornale chi in queste ore si trova nella località emiratina, colpita da missili iraniani lanciati da Teheran come rappresaglia per l’attacco subito da Israele e Stati Uniti.
“Le strade, normalmente piene di gente, sono deserte anche a quest’ora, quando finisce il Ramadan e la città si anima di turisti e residenti per bere qualcosa o fare shopping”, racconta Amedeo Scognamiglio, designer di gioielli che con la propria maison, Faraone e Mennella, impreziosisce star di Hollywood e celebrità internazionali. “Le notizie arrivano frammentarie, perché le autorità cercano di mantenere la calma. È preoccupante che l’attacco abbia colpito una zona turistica con droni da guerra. La Palma non è un obiettivo strategico, né militare, ma una zona dove vivono molti russi, oltre che europei. Colpire un’enclave russa mi sembra molto spregiudicato da parte degli iraniani”, dice l’italiano che in questo momento di trova a Dubai.
Nelle lussuose strade, illuminate dai riflessi dorati dei grattacieli e dei resort, ora domina una sensazione di vulnerabilità prima impensabile. Le autorità hanno confermato un “incidente” in un edificio della zona, senza però fornire dettagli ulteriori. “Le notizie si diffondono soprattutto via social, ma non c’è panico: le autorità emiratine sono molto presenti per tutelare residenti e turisti. Sotto questo punto di vista, nessuno si sente in pericolo”, aggiunge Scognamiglio.
Mentre passano le ore dalle prime esplosione, l’unica vera preoccupazione resta l’atteggiamento dell’Iran. Con il rischio di un’escalation da parte di Teheran. “Bisogna capire se queste esplosioni siano frutto di un errore o di una prova di forza”. A Dubai intanto si trova anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, arrivato ieri negli Emirati con un volo civile per motivi familiari: per tornare in Italia dovrà attendere la riapertura dei voli, sospesi a seguito dell’attacco.
Dubai si prepara così a una lunga notte, con gli
occhi puntati verso l’alto e la percezione di una normalità violata, di colpo messa in discussione. Sfavillano le insegne dei grandi hotel, mentre la contraerea degli Emirati scandaglia il cielo contro la minaccia iraniana.