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Stealth, senza pilota e a idrogeno: come funziona il nuovo veicolo militare Black Veil

La Corea del Sud presenta Black Veil, veicolo terrestre senza pilota a idrogeno, stealth e modulare per missioni autonome di lunga durata. Ecco come funziona e cosa sappiamo

Stealth, senza pilota e a idrogeno: come funziona il nuovo veicolo militare Black Veil
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Una tecnologia capace di coniugare mobilità, autonomia e discrezione operativa. La Corea del Sud sta portando avanti un progetto che potrebbe segnare una svolta nei sistemi terrestri senza equipaggio. Sotto la luce dei riflettori troviamo il veicolo sperimentale denominato Black Veil, sviluppato dal gruppo industriale sudcoreano Hyundai Rotem come piattaforma terrestre autonoma a propulsione a idrogeno. Presentato in anteprima internazionale alla World Defense Show 2026 in Arabia Saudita, il veicolo è concepito per missioni di lunga durata in scenari ad alto rischio, dove le esigenze di stealth e silenziosità sono cruciali. Ecco che cosa sappiamo.

Il nuovo veicolo Black Veil

Grazie a un sistema di celle a combustibile basato su idrogeno, Black Veil è in grado di operare con emissioni prossime allo zero e con livelli di rumore molto ridotti rispetto alle unità tradizionali a combustione, riducendo la firma acustica e termica sul campo di battaglia. Con una struttura a quattro ruote motrici e un cassone completamente aperto, la piattaforma può essere adattata a ruoli differenti, dal supporto logistico alle operazioni di combattimento diretto, a seconda dell’equipaggiamento e dei sensori installati.

Secondo quanto riportato da The Defense Post, Black Veil rappresenta un’evoluzione significativa nella categoria degli unmanned ground vehicle (UGV) grazie all’impiego di celle a combustibile a idrogeno, che offrono vantaggi operativi chiave rispetto ai veicoli elettrici tradizionali alimentati da batterie. Il sistema alimentato a idrogeno, infatti, permette una sostenuta erogazione di potenza per periodi prolungati e tempi di rifornimento relativamente rapidi, confrontabili con quelli dei veicoli convenzionali, superando così uno dei principali limiti dei sistemi elettrici a batteria, ossia l’autonomia limitata e la lunga durata delle ricariche.

Un mezzo senza precedenti

In base a quanto fin qui emerso, Black Veil integra soluzioni hardware e software pensate per operare in modo autonomo o in cooperazione con unità umane e robotiche, aprendo la porta a scenari adattabili a contesti di guerra moderni. La modularità della piattaforma consente anche l’installazione di carichi utili diversi, dalle unità sensoristiche avanzate per la ricognizione all’integrazione di sistemi di difesa attiva o dispositivi di supporto logistico.

Il concetto di Black Veil si inserisce in un panorama globale dove le tecnologie a idrogeno stanno guadagnando interesse non solo nel settore civile ma anche nelle applicazioni difensive.

Oltre alle applicazioni dirette sul campo, la mobilità a idrogeno è vista come un elemento strategico per sostenere la flessibilità operativa delle forze armate del

futuro, con potenziali applicazioni che spaziano dai carri armati alle unità di supporto autonomo. Un approccio del genere potrebbe presto portare a una nuova generazione di veicoli terrestri. Non resta che attendere.

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