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Tomahawk, bombe guidate e nuovi droni kamikaze Lucas: ecco le armi usate nell'attacco all'Iran

Nel blitz contro Teheran gli Stati Uniti hanno usato per la prima volta un nuovo tipo di drone kamikaze a basso costo

Tomahawk, bombe guidate e nuovi droni kamikaze Lucas: ecco le armi usate nell'attacco all'Iran

Gli Stati Uniti, durante il recente attacco all'Iran effettuato congiuntamente con Israele, le forze statunitensi hanno utilizzato per la prima volta un nuovo tipo di “drone kamikaze”, o drone one way per colpire diversi obiettivi militari e del potere degli ayatollah.

Si chiama “Lucas” e costa 35mila dollari

Il nuovo drone è il “Lucas”, uno Uav (Unmanned Air Vehicle) unidirezionale a basso costo, progettato per moltiplicare la capacità di attacco e sopraffare le difese avversarie attraverso attacchi in massa e distribuiti.

“Lucas” sta per Low-cost Unmanned Combat Attack System ed è prodotto dalla SpektreWorks, con sede in Arizona, al prezzo di circa 35mila dollari l'uno (per fare un esempio, un singolo missile da crociera “Tomahawk” costa circa 1,9 milioni di dollari, ma ha una gittata superiore ai mille km e un carico bellico di circa 450 chilogrammi). Il drone one way, secondo funzionari del CENTCOM – il comando centrale Usa che gestisce le operazioni in Medio Oriente e Asia Centrale – avrebbe una "ampia autonomia" e il funzionamento autonomo. Secondo quanto riferito, “Lucas” ha la caratteristica di essere uno strumento dal lancio flessibile: può essere lanciato tramite catapulte, decollo assistito da razzi e sistemi mobili terrestri o veicolari, riducendo la dipendenza dalle piste e consentendo basi distribuite, più difficili da colpire. Soprattutto è stato pensato per essere consumato in quantità considerevoli, sacrificando la capacità di sopravvivenza in cambio di volume di fuoco, portata e pressione persistente.

Il CENTCOM nei giorni scorsi ha affermato di aver costituito la prima unità dedicata ai “droni kamikaze” delle forze armate Usa, nota come Task Force Scorpion, e nata da un progetto sperimentale, ma comunque schierata in Medio Oriente e pronta al combattimento.

Tomahawk e bombe guidate per eliminare le difese aeree

L'attacco all'Iran, ha utilizzato la panoplia dei sistemi d'arma statunitensi e israeliani per un colpo in profondità: principalmente, quindi, sono stati usati i missili “Tomahawk”, lanciati dai cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke e da almeno un SSGN (sottomarino lanciamissili da crociera a propulsione nucleare) che incrociano nella regione – la capacità totale è stata stimata in 650 vettori – e bombe guidate di tipo stand-off, come le GBU-31 e 39 con kit JDAM (Joint Direct Attack Munition) a guida GPS.

Non è ancora chiaro se le forze aeree israeliane abbiano lanciato i missili balistici aviolanciati “Blue Sparrow” come nel conflitto dei “12 giorni” dello scorso anno. La serie di missili “Blue Sparrow” utilizza la guida GPS e inerziale e si ritiene che abbia una gittata di circa 2mila chilometri. Il missile è stato utilizzato negli attacchi israeliani contro l'Iran nel 2024.

Le forze congiunte israelo-statunitensi si sono concentrate in questa fase dell'attacco su obiettivi di alto valore: importanti strutture e capacità delle Guardie della Rivoluzione Islamica, la residenza dell'ayatollah Khamenei, strutture navali e strutture sotterranee probabilmente associate al programma nucleare.

Secondo quanto riferito dal Pentagono, le difese aeree iraniane sono state “efficacemente soppresse”, pertanto è stata svolta un'accurata operazione SEAD/DEAD (soppressione e distruzione delle difese aeree) che oltre ai sistemi già citati ha utilizzato velivoli da guerra elettronica (EW – Electronic Warfare) come gli EA-18G “Growler” dei gruppi di volo imbarcati sulle due portaerei presenti nella regione (USS “Ford” e USS “Lincoln”).

Sono stati osservati anche droni da attacco MQ-9 “Reaper” statunitensi in azione, i quali possono portare circa 1700 chilogrammi di carico bellico composto da bombe laser guidate GBU-12 e missili “Hellfire”.

Attualmente non è possibile stabilire se l'attività SEAD/DEAD abbia comportato anche l'utilizzo di missili antiradiazioni come l'AGM-88 HARM (High speed Anti Radiation Missile) sganciato da caccia come gli F-35, F-15 ed F-16, che come abbiamo visto nei giorni scorsi sono

stati riposizionati in basi Usa in Medio Oriente ed Europa, ma è molto probabile che ci siano state incursioni in profondità in territorio iraniano di F-35 per colpire obiettivi della difesa aerea e dei comandi iraniani.

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