
Nvidia, che invidia. È l’ossessione di tutti i player, quanti Fps (fotogrammi per secondo) riesce a elaborare la propria scheda grafica, e la Nvidia è al top (e non solo nelle schede grafiche, sta producendo cose strabilianti anche nel campo dell’AI). Il punto è questa ossessione per i fotogrammi per secondo.
Quando guardate un film, qualsiasi film, lo state vedendo a 25 fotogrammi per secondo, talvolta, massimo, a 30. È una misura che è stata stabilita in base a quanto l’occhio umano riesce a percepire la fluidità del movimento. In realtà non esattamente l’occhio, ma il nostro sistema visivo, composto in parte dall’occhio, che però trasmette i segnali al cervello, e il cervello li elabora e ricostruisce (avete letto bene) ricostruisce quello che vediamo. La nostra sensazione è di vedere esattamente quello che c’è, ma vediamo un mondo virtuale, corrispondente a quello che ci serve per vivere, e per ricostruire questo mondo il cervello impiega un po’ di tempo, e riempie anche i vuoti di visione, i punti ciechi.
Noi vediamo il mondo esterno ricostruito in un modo, un’ape in un altro, per esempio noi non vediamo gli ultravioletti. Se volessimo mettere una scheda grafica con gli ultravioletti, non li vedremo. «Un altro esempio» mi dice Giorgio Vallortiogara, tra i nostri scienziati più internazionali e fighi, «è la frequenza di 50 Hz della corrente alternata che alimenta le lampadine,almeno quelle vecchie a incandescenza: noi non vediamo ficker (sfarfallamento) ma animali e polli sì, per cui negli allevamenti è d’obbligo usare la corrente continua per l’illuminazione».
Così come, noi umani, non vediamo 150 o 300 fotogrammi al secondo.
Per il vostro monitor esistono, per il vostro computer anche, ma il vostro apparato visivo continua a funzionare tra 25 e 30 fps ed è quello che basta, in natura raramente esistono sprechi. Quale funzione evolutiva avrebbe un cervello che processa 300 fotogrammi al secondo? Nessuna. Però non avere una scheda grafica Nvidia crea sconforto nei cervelli dei player, che sono un altro tipo di polli.
Risultato degno di quello del confetto Falqui.
Bravissimo!
Aprite il vostro Smartphone, andate su impostazioni, cercate la frequenza di aggiornamento, modelli di 2/3 anni fa dovrebbero già avere la possibilità di scegliere tra 60 e 120hz, di base sta a 120 di solito.
Cambiate da 60 a 120 o viceversa e usate il telefono per 30 secondi scrollando fra impostazioni e menu' e venitemi a dire che l'occhio non percepisce differenze.
L'occhio umano non percepisce limiti nel frame rate, il frame rate a 24 è storicamente basato su degli standard cinematografici arcaici, che bastano in quel medium, non nei giochi.
Non fruirò più del giornale
La GPU o scheda grafica non viene solo usata per guarda i video, ma per 1000 altre cose, alcune esempi:
- calcolo: le gpu sono molto più veloci della CPU e sono ottime per fare calcoli per ogni ambito dal minare bitcoin (risolvono equazioni per trovare bitcoin) a calcoli per lanci spaziali
- render di video: i video vengono renderizzati tramite GPU, quindi ecco come vengono fatti gli effetti al cinema
- guida autonoma: sono le GPU a vedere ed elaborare i dati che i sensori perché sono più veloci e performanti rispetto alle CPU
- videogiocare: avere tanti fps ti da un vantaggio rispetto ad altri
Chi lo ha scritto è palesemente un incompetente in materia partendo dalla scheda video ad ultravioletti, perchè giustamente quando uso il pc io non guardo il monitor per vedere le cose, ma la scheda video.
Detto questo se chi ha scritto questo articolo non riesce a vedere la differenza tra 30, 60, 144 e così via dovrebbe andare a fare una visita oculistica.
La cosa che mi da fastidio è che c'è gente che ci crede veramente solo perchè sta scritto su un giornale.
L'articolo de Il Giornale afferma che l'occhio umano percepisce fluidamente solo tra 25 e 30 fotogrammi al secondo (FPS), sostenendo che l'aumento della potenza grafica oltre tali valori sia inutile. Tuttavia, nei videogiochi, frame rate superiori a 60 FPS migliorano significativamente la fluidità e la reattività dell'esperienza utente. Inoltre, applicazioni avanzate come la realtà virtuale richiedono spesso oltre 90 FPS per garantire un'esperienza immersiva e prevenire il malessere da movimento.
Risultato degno di quello del confetto Falqui.
Bravissimo!