I kamikaze filmati da una telecamera

Le indagini sulla bomba. Spunta un’immagine a circuito chiuso e smentisce la versione dell’attentatore libico: Game non era solo, l’egiziano l’ha accompagnato a comprare il nitrato d’ammonio

L’egiziano Abdel Mahmoud Kol, uno dei due complici di Mohamed Game, il libico che si è fatto esplodere davanti alla porta carraia della caserma «Santa Barbara», ha accompagnato l’attentatore a comprare il nitrato d’ammonio usato per confezionare l’ordigno. È quanto si vede nelle immagini di alcune telecamere che hanno ripreso i due e che ora sono al vaglio degli investigatori.
Mohamed Game - che la sera prima dell’attentato avrebbe parlato a lungo con la compagna, dormendo solo cinque ore e poi avviandosi a piedi alla caserma - durante l’interrogatorio di lunedì davanti al gip Franco Cantù Rajnoldi, si sarebbe assunto tutte le responsabilità dell’attentato ma dall’inchiesta, coordinata dal pm Maurizio Romanelli, emergono indizi ben precisi sul coinvolgimento dei due complici, l’egiziano appunto e l’altro libico Imbaeya Israfel, ora in carcere. Quest’ultimo, inoltre, durante il suo interrogatorio avrebbe fornito dichiarazioni utili alle indagini.
Intanto gli inquirenti sono al lavoro e stanno setacciando a tappeto il folto materiale trovato sui computer dei tre protagonisti dell’attentato alla caserma. Li considerano «un serio rischio per il futuro perché molto difficili da individuare».
«Il nostro lavoro è basato su accertamenti di tipo tecnico - spiegano -. Nel covo di via Gulli, infatti, sono state rinvenute molte sostanze diverse e tutte importanti, basilari, per comprendere che cosa questi tre soggetti avessero in mente, cosa stavano mettendo a punto, quali erano i loro eventuali prossimi obbiettivi: stiamo pur sempre parlando di fondamentalisti islamici».
«Non hanno legami con altre organizzazioni, dal punto di vista religioso non vengono indottrinati, ma si radicalizzano da soli. E, infine, cercano d’imparare tutto quello che possono da internet - proseguono gli inquirenti -. Tuttavia non sono da sottovalutare. Saranno sempre più simili a questi i terroristi del futuro, i fautori di quello che gli americani definiscono homegrown terrorism, terrorismo fatto in casa».
In Procura si esclude che, tra il cospicuo materiale ritrovato nel covo, ci siano liste di nomi di persone che la banda voleva eliminare o elenchi di possibili obbiettivi.
«Quel che ci interessa capire è il cammino ideologico di Game, comprendere quando e perché ha avuto inizio il suo personale percorso di radicalizzazione religiosa che l’ha poi condotto a portare a termine l’attentato - insistono giudici e poliziotti -. Stiamo valutando tutti i suoi possibili contatti per valutare quanto il disagio sociale che questo geometra ha subito a causa del fallimento della sua attività lavorativa abbia inciso, naturalmente solo in qualità di concausa, nella decisione di farsi saltare davanti alla caserma. E quali possono essere state le altre motivazioni, che noi riteniamo di maggiore spessore, a spingerlo a compiere questo gesto».

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