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I piani inglesi: nascondere la regina fra i fiordi

La regina Elisabetta II, il principe Filippo e il ministro dell’Interno nascosti in un «bunker galleggiante» a bordo dello yacht Britannia e fatti spostare di continuo tra i fiordi scozzesi: erano questi, secondo alcuni documenti riservati appena resi pubblici, i piani di emergenza messi a punto in Gran Bretagna durante la Guerra Fredda per proteggere la sovrana, il suo consorte e il ministro nel caso di un attacco nucleare da parte della Unione Sovietica.
A svelare questi piani è stato lo storico Peter Hennessy, che in un aggiornamento del suo libro The Secret State ha incluso i contenuti di un «War Book», un vademecum di guerra delineato dal governo di Sua Maestà più di 40 anni fa e aggiornato progressivamente fino all’inizio degli anni Novanta con il crollo dell’Unione sovietica.
«La regina doveva essere tenuta separata perché solo la regina può nominare il primo ministro. Non poteva stare insieme al primo ministro e al Gabinetto di Guerra perché questo sarebbe stato distrutto non appena avesse iniziato a operare dal bunker», ha spiegato Hennessy all’emittente radiofonica Bbc Radio Four.
Per rendere più difficile la sua individuazione da parte dei sovietici, il «War Book» prevedeva dunque che la regina si sarebbe spostata in continuazione a bordo dello yacht della famiglia reale, il Britannia. «Si sarebbe nascosta nei fiordi marini lungo la costa nord-occidentale della Scozia, muovendosi durante la notte da un fiordo all’altro perché in questo modo i radar sovietici non l’avrebbero trovata», ha raccontato lo storico, sottolineando che il ministro dell’Interno sarebbe stato con lei in modo da poter nominare un nuovo governo «dalle rovine».
Secondo quanto fa notare Hennessy però, durante la Guerra Fredda non tutti i primi ministri sarebbero stati disposti a una ritorsione nei confronti dell’Urss nel caso di un attacco.

Margaret Thatcher, ricorda lo storico, avrebbe infatti confessato a Sir Roderic Braithwaite, allora presidente della commissione per l’intelligence: «Non sono sicura, Roderic, che riuscirei a spingere il bottone. Vedi, anch’io voglio dei nipoti».

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