Influenza A, la Gelmini: "Scuole, nessun rinvio"

In Italia scoppia la psicosi. Ma il ministro dell'Istruzione precisa: "Laddove in una scuola si verificassero casi di influenza ci sarà un controllo e si procederà solo in quel caso alla chiusura". E nelle Università gli atenei "boicottano" la riforma

Influenza A, la Gelmini: "Scuole, nessun rinvio"

Milano - Se l'influenza suina arriverà anche tra i banchi di scuola, il governo ha già pronto un piano d'intervento. Lo ha detto, in un’intervista a Canale 5, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Alla domanda su un eventuale allungamento delle ferie natalizie, in vista di un picco di casi di influenza H1N1 previsto per dicembre, il ministro ha risposto: "Non escludiamo nulla. Io credo che oggi il paese abbia bisogno di essere tranquillizzato circa il fatto che la situazione è sotto controllo, che se anche si verificheranno casi di influenza più diffusamente il governo ha pronto un piano di intervento".

L'avvio dell'anno scolastico sarà regolare "Quindi - ha proseguito Gelmini al programma Mattino Cinque - oggi cerchiamo di vivere tranquillamente e, ovviamente, di assumere le precauzioni necessarie per evitare il più possibile la diffusione di questa influenza". Sull’ipotesi di un rinvio dell’inizio dell’anno scolastico, invece, il ministro ha ribadito che non è previsto alcuno slittamento e che "laddove in una scuola si verificassero casi di influenza ci sarà un controllo ovviamente dell’autorità sanitaria, il coinvolgimento del dirigente scolastico e poi anche del comune, quindi si procederà solo in quel caso alla chiusura della scuola".

"Atenei boicottano riforma" "Sono pronta a denunciare chi non si adegua e va in una direzione opposta". In un'intervista alla Stampa il replica alle critiche dei ricercatori alla sua riforma dell’università. Sui ritardi nei concorsi la Gelmini spiega che "è una questione procedurale, ma stiamo cercando di intervenire per rimettere in moto il più in fretta possibile la macchina", quindi a proposito della riforma che prometteva selezione in base al merito e alle pubblicazioni ma che è stata aggirata, avverte: "Si tratta di una distorsione che va nella direzione opposta al merito che avevo impresso alla legge. Stiamo provvedendo studiando regolamenti e un emendamento esplicativo per porre fine a questa pratica che rappresenta il segnale peggiore che quest’università può dare. La legge va rispettata - insiste -, abbiamo avvertito le università che non accetteremo comportamenti di questo genere e che li denunceremo". Quindi il ministro ribadisce che il senso della nuova legge è superare il precariato, anche se negli ultimi tempi i contratti a termine sono aumentati.

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