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Longevità, quali esami del sangue svelano la tua vera età: 10 biomarcatori chiave

Età anagrafica ed età biologica non sempre coincidono, uno studio condotto in Germania avrebbe evidenziato quali sono i biomarcatori che determinano chi invecchia più precocemente

Longevità, quali esami del sangue svelano la tua vera età: 10 biomarcatori chiave

Il concetto di età anagrafica è legato alla data di nascita, e si differenzia nettamente da quella che è considerata l’età biologica di ognuno. Ovvero lo stato di salute degli organi e dei tessuti del proprio organismo, il tutto influenzato da diversi fattori quali lo stile di vita, l’attività fisica, lo stress, il fumo, la dieta, l’ambiente circostante e molto altro. Uno studio condotto in Germania ha evidenziato l’importanza di alcuni biomarcatori del sangue, utili a individuare l’età biologica di ognuno e la velocità con la quale si invecchia.

La ricerca effettuata dal consorzio internazionale MARK-AGE e coordinato dall’Università di Costanza, in Germania, ha preso in considerazione più parametri ematici. A riprova che lo stato biologico personale e il processo di invecchiamento sono caratterizzati da un procedimento complesso. Un dato che non può derivare da un’unica causa, ma è l’insieme di più condizioni. L’analisi di più biomarcatori, incrociati tra loro, può consentire una valutazione maggiormente più completa ed esatta.

Biomarcatori, di cosa si tratta

Marcatori biologici o biomarcatori sono considerati e identificati quali sostanze biochimiche, come molecole, una sequenza di DNA, geni, proteine, ormoni o caratteristiche fisiologiche utili a definire uno stato biologico. Sono veri e propri segnali che stabiliscono un dialogo, forniscono una serie di dati ai medici e agli esperti di settore illustrando ciò che accade all’interno dell’organismo. Sono considerati come delle spie che allertano se qualcosa non funziona a dovere all’interno del corpo, ancora prima che si manifestino sintomi e problemi per la salute. Si misurano nel sangue, nelle urine, nei tessuti e permettono di monitorare l'efficacia di una terapia, la presenza di una malattia e l’età biologica di un organismo.

L’invecchiamento è un processo individuale, cosa dice lo studio

L’età biologica determina il reale invecchiamento fisico dell’organismo e, come accennato, dipende da diversi fattori. Per ottenere un risultato preciso è stato avviato uno studio sponsorizzato dal consorzio internazionale MARK-AGE, condotto trasversalmente in tutta Europa su un gruppo di persone di sesso maschile e femminile. L’esito di questo studio è stato pubblicato recentemente sulla rivista di settore Aging Cell, a cura di Maria Moreno-Villanueva e Alexander Bürkle dell'Università di Costanza in Germania. Lo studio ha evidenziato un legame diretto tra le variazioni legate all’età e dieci valori ematici chiave (biomarcatori).

Un singolo biomarcatore non è sufficiente a determinare la reale età biologica. Secondo Maria Moreno-Villanueva: “Il processo di invecchiamento biologico è molto complesso. Colpisce tutti i tessuti e gli organi del corpo e non è il risultato di una singola causa. Di conseguenza, i singoli biomarcatori non sono sufficienti per determinare in modo affidabile l'età biologica di una persona” [...] "Inoltre, esistono anche differenze nel modo in cui uomini e donne invecchiano."

Lo studio ha coinvolto 3.300 partecipanti provenienti da otto paesi europei, evidenziando 362 diversi biomarcatori per ciascun partecipante. Da questo corposo gruppo sono stati individuati dieci biomarcatori fondamentali per sesso e necessari per identificare la reale età biologica di ogni persona. Dallo studio è risultato che esiste una significativa differenza tra età biologica ed età cronologica nelle persone con trisomia 21, perché l’anomalia cromosomica in questione è di tipo genetico ed è caratterizzata da un invecchiamento molto più rapido. Anche la terapia ormonale sostitutiva, nelle donne over 50, rallenta l’invecchiamento biologico a differenza delle donne che non seguono la cura. Come il fumo che accelera la fase di invecchiamento.

Ma sono alcuni i valori base di laboratorio, analizzati solitamente attraverso i classici esami del sangue, a essere considerati dei biomarcatori fondamentali. Tra questi: 25-idrossi-vitamina D, HDL (lipoproteine ​​ad alta densità) e la percentuale di cellule T helper tra i leucociti.

Valori adeguati di questi indicatori, in persone con età biologica considerata bassa, segnalano uno stato di salute valido e confermano un

ruolo diretto di questi nel processo di invecchiamento.

Biomarcatori, i 10 fondamentali

La longevità personale è legata a stretto giro a una decina di biomarcatori considerati essenziali per determinare la reale età biologica individuale. Nel dettaglio:

  • ReHMGB1: è una proteina fondamentale perché, attraverso il sangue, trasmette alle cellule i segnali di invecchiamento del corpo;
  • Albumina Sierica: è una proteina prodotta dal fegato e regola la pressione oncotica, il movimento dei fluidi tra vasi e tessuti trasportando ormoni e sostanze nutritive. Un livello basso segnala la presenza di un’infiammazione in corso o patologie epatiche e renali:
  • Omocisteina: segnala la possibilità di sviluppare problematiche di tipo cardiovascolare;
  • Vitamina D: aiuta il sistema immunitario, l’assorbimento di calcio e fosforo e la salute delle ossa;
  • Emoglobina Glicata (HbA1c): misura il controllo glicemico degli ultimi tre mesi;
  • Proteina C-Reattiva (PCR): è una proteina prodotta dal fegato e la concentrazione nel sangue può aumentare in presenza di stati infiammatori anche latenti (inflammaging);
  • Profilo Lipidico (HDL, LDL, Trigliceridi): è un esame utile per comprendere se è presente un rischio metabolico e cardiovascolare;
  • Creatinina/Azotemia: determinano la funzionalità renale;
  • Transaminasi (GOT, GPT, Gamma GT): sono enzimi che determinano lo stato di salute del fegato;
  • Rapporto Amminoacidico (fenilalanina, metionina, cistina): regola il metabolismo cellulare, un valido equilibrio previene il blocco metabolico cellulare.
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