Con l’avanzare del tempo l’organismo subisce una serie di modifiche fisiologiche graduali e importanti. I vasi sanguigni tendono a risultare meno elastici, il metabolismo rallenta, le ossa perdono un po’ della loro densità e i muscoli appaiono meno tonici. Abbracciare uno stile di vita sano e poco sedentario può favorire una vita qualitativamente migliore, con una gestione più consona delle problematiche a partire dal colesterolo, ma anche della pressione, del peso e dei valori glicemici.
Non è un mistero che l’organismo, con gli anni, subisce una graduale riduzione della sensibilità insulinica in tandem con un fisiologico rallentamento del metabolismo, come accennato. Con una tendenza ad accumulare peso e massa adiposa, in particolare nella zona addominale. Preservare i valori glicemici nella norma risulta più complicato, ma necessario, non solo per prevenire il diabete ma per proteggere l’intero organismo, a partire dal sistema nervoso, passando per i reni e il cuore.
Glicemia, i valori di riferimento
La misurazione della glicemia, a qualsiasi età, deve fare riferimento a criteri di classificazione standard. Una serie di parametri utili a intercettare il diabete, il prediabete o a confermare valori legati alla normoglicemia. In un adulto sano i valori glicemici ottimali a digiuno, ovvero rilevati almeno otto ore dopo l’ultimo pasto, devono risultare inferiori a 100 mg/dL (milligrammo per decilitro). Si considera un rischio prediabete, o alterata glicemia a digiuno, se i valori si attestano tra i 100 e 125 mg/dL. Quando i dati sono uguali o superiori a 126 mg/dL, in due misurazioni distinte, si entra nel campo del diabete.
Over 60 e glicemia, quali valori è bene non superare
I valori di riferimento per la glicemia restano tendenzialmente invariati anche dopo i 60 anni, anche se a livello fisiologico tendono a modificarsi con il passare del tempo. La minore sensibilità insulinica che si presenta già intorno ai 40/50 anni tende ad aumentare i livelli di glicemia a digiuno, anche nei soggetti in salute. Mentre nei soggetti affetti da problematiche fisiche, fragilità e patologie il target di riferimento risulta meno severo, anche se sempre attento. In questi casi i valori di riferimento dopo i 60 anni si aggirano intorno a:
70-110 oppure 90/115-120 mg/dL a digiuno
sotto i 160 mg/dL dopo due ore
Se i valori a digiuno superano i 126 mg/dL si parla già di diabete, tenendo sotto controllo anche i valori che scendono sotto i 70 mg/dL per non incappare nell’ipoglicemia che può favorire vertigini, mancamenti e cadute. Un valore costante sopra i 126 mg/dL a digiuno è un campanello d’allarme, mentre se supera i 200/250 mg/dL dopo i pasti si è in presenza di una iperglicemia severa. Un rischio serio per la salute che segnala una pessima gestione del glucosio da parte del corpo, e che può favorire complicazioni come le problematiche cardiovascolari, quelle renali, cattiva cicatrizzazione delle ferite e infezioni frequenti. I sintomi associati sono bocca asciutta, sete elevata, urgenza urinaria, stanchezza e vista offuscata.
Cosa fare
Il primo passo è quello di chiedere supporto al medico di fiducia o, se già in cura, al diabetologo di riferimento.
Associando il percorso medico consigliato dall’esperto a una dieta sana e bilanciata ricca di carboidrati a basso indice glicemico, fibre, cereali integrali e legumi. In abbinamento a una buona attività fisica e del sano movimento all’aria aperta, in tandem con controlli glicemici costanti e supportata dal medico di fiducia.