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Parkinson, dalla perdita di olfatto alla stitichezza: i segnali prima della malattia

Quali sono i quattro sintomi che, se compresenti, possono contribuire a segnalare, in vista di una diagnosi precoce, la malattia di Parkinson. Si stima che entro il 2050 i casi saranno 25 milioni

Parkinson, dalla perdita di olfatto alla stitichezza: i segnali prima della malattia
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La malattia di Parkinson non guarda in faccia nessuno. Nelle fila delle persone che hanno sofferto per essa ci sono il pugile Muhammad Ali, il fumettista Charles M. Schulz, il pontefice Papa Giovanni Paolo II. L’attore icona degli anni ‘80 Michael J. Fox l’ha contratta quando era molto giovane e ha creato una fondazione per la ricerca che porta il suo nome. La guardia con questa malattia deve restare alta: il tremore ne è sicuramente il sintomo più noto ma ci sono diversi sintomi-spia che non vanno sottovalutati, naturalmente se compresenti almeno due di essi.

Che cos’è la malattia di Parkinson

Nella definizione dell’Istituto Superiore di Sanità, la malattia di Parkinson è “caratterizzata da rigidità muscolare che si manifesta con resistenza ai movimenti passivi, tremore che insorge durante lo stato di riposo e può aumentare in caso di stato di ansia e bradicinesia che provoca difficoltà a iniziare e terminare i movimenti. Questi sintomi si risolvono poi in disturbi dellequilibrio, andatura impacciata e postura curva. Altri sintomi possono essere depressione e lentezza nel parlare”.

Le previsioni non rassicurano

Adnkronos scrive che non solo si tratta di uno dei disturbi neurologici più diffusi sul pianeta ma anche che si stima che i casi, entro il 2050, saranno 25 milioni, il 10-15% dei quali insorti per ragioni di ereditarietà. La diagnosi precoce è fondamentale a garantire una migliore qualità della vita nei pazienti che ne soffrono, perché al momento non esiste una cura. La malattia danneggia infatti i neuroni responsabili della produzione della dopamina, necessaria nella coordinazione e nel controllo del movimento.

I sintomi da non sottovalutare

1. Perdita dell’olfatto

Ci sono diverse malattie transitorie che hanno la perdita dell’olfatto tra i sintomi, in primis il Covid-19, com’è noto. Tuttavia, quando la perdita di questo senso è graduale e protratta nel tempo, può trattarsi di uno dei sintomi del Parkinson: il 90% delle persone con questa malattia presenta infatti il sintomo, e accade talvolta decenni prima della comparsa del tremore. Non si conosce esattamente la ragione del fenomeno, ma è probabile che l’origine del Parkinson avvenga in quella sezione del cervello che controlla la percezione degli odori, a seguito dei danni causati da proteine anomale ai neuroni.

2. Sogni e movimento

Questo sintomo riguarda un’insolita attività motoria mentre si sogna: si tratta di una sorta di disturbo comportamentale del sonno Rem, connesso al Parkinson nel 50-70% dei casi. L’attività motoria è insolita nella fase Rem del sonno - quando si sogna e gli occhi fanno dei movimenti rapidi, da cui l’acronimo Rapid Eyes Movement - perché il corpo dovrebbe essere fermo dal punto di vista muscolare, anche se l’attività cerebrale è considerevole.

3. Stipsi

Il sintomo connesso al Parkinson non è una stitichezza transitoria che può dipendere dallo stile di vita, ma una stipsi cronica, che spesso compare in giovane età, per esempio intorno ai 20 o ai 30 anni. È possibile che il Parkinson agisca sui nervi del tratto digerente, tanto da provocare accumuli di proteine anomale. L’incidenza del Parkinson sulle persone con stipsi cronica è del doppio rispetto a chi gode di una certa regolarità intestinale.

4. Vertigini

Anche le vertigini, nel passaggio di posizione da seduti o stesi a in piedi, possono essere legate a malattie diverse dal Parkinson - per esempio problemi di cuore, disidratazione o effetti collaterali di alcuni farmaci.

Tuttavia, quando l’origine è neurologica e non transitoria - l’ipotensione ortostatica, altro nome delle vertigini, si manifesta anche quando fa molto caldo in alcune persone - può rappresentare appunto un sintomo del Parkinson.

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