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Acca Larentia, Bonelli respinge l'appello di Meloni: "Ipocrita". Silenzio di Conte e Schlein sul pestaggio contro i militanti di Gioventù Nazionale

La presidente del Consiglio aveva invitato tutti i partiti a "custodire la memoria e ribadire con chiarezza che la violenza politica è sempre una sconfitta". Nessun commento da sinistra sull'aggressione contro gli esponenti di destra di stanotte

Acca Larentia, Bonelli respinge l'appello di Meloni: "Ipocrita". Silenzio di Conte e Schlein sul pestaggio contro i militanti di Gioventù Nazionale
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Come ogni 7 gennaio, da almeno quarantotto anni a questa parte, la commemorazione per i tragici fatti di Acca Larentia diventa l'occasione per fare esplodere puntualmente diverse polemiche politiche. Inoltre quest'anno, oltre alle classiche immancabili critiche contro il corteo nero dei militanti di destra di Roma, che si riuniscono per commemorare le giovani vittime del 1978 tra "presente" e saluti romani vari, si è aggiunta anche l'aggressione compiuta nella scorsa notta nella Capitale da un commando di venti persone contro quattro ragazzi di Gioventù Nazionale che in quel momento erano impegnati nell'affissione di manifesti per ricordare la strage di quasi mezzo secolo fa. E qua il tradizionale botta e risposta tra i partiti di centrodestra e i movimenti di centrosinistra si è ulteriormente infittito.

Dopo la condanna e la solidarietà espresse dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, dentro Fratelli d'Italia le dichiarazioni più dure sull'accaduto odierno sono giunte da Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d'Italia-Ecr al Parlamento europeo, ha parlato di un'"ennesima inquietante pagina di una spirale d'odio alimentata ogni giorno da chi pontifica ma tace sulle continue violenze degli estremisti rossi". Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli aggiunge che "grazie all'odio seminato in questi tre anni, ben al di là di ogni legittima opposizione al governo, l'aria nelle scuole, negli atenei e nelle piazze è diventata irrespirabile, la violenza è tornata a stagioni che ci auguravamo sepolte dal tempo e dal buon senso". Nel frattempo la premier Giorgia Meloni, nel commemorare l'anniversario della strage di Acca Larentia, lancia anche un appello trasversale per "custodire la memoria" e "ribadire con chiarezza che la violenza politica, in ogni sua forma, è sempre una sconfitta. Non è mai giustificabile. Non deve mai più tornare".

All'interno della coalizione avversa, tuttavia, le reazioni al grave episodio di attualità, nonché al ricordo dell'uccisione di Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni (i cui killer non hanno ancora un nome), non sono unanimemente concordi. Perché, è vero: da una parte il senatore del Partito Democratico Filippo Sensi ha sostenuto che tutto lo divide dalla destra, ma non il rispetto e "la condanna ferma per la violenza di cui sono stati fatti bersaglio militanti di Gioventù Nazionale stanotte. Una premeditazione preoccupante, in un clima che per tutti deve suonare come una responsabilità in più". Dall'altra, però, Angelo Bonelli ritiene che l'appello di Meloni alla pacificazione, alla convivenza civile e contro ogni forma di violenza politica non possa essere "credibile se viene pronunciato proprio nel giorno in cui centinaia di neofascisti si radunano per fare apologia del fascismo, tra saluti romani e croci celtiche, come avviene ogni anno ad Acca Larentia".

Secondo il co-leader di Alleanza Verdi-Sinistra, così formulato, quell'appello diventa un "messaggio carico di ipocrisia. Non solo perché si dimentica di ricordare le vittime, i morti e le stragi provocate dal fascismo e dal nazismo, ma soprattutto perché la vera pacificazione può avvenire solo facendo i conti fino in fondo con la storia e con la nostra Costituzione, che nasce dalla Resistenza partigiana, antifascista e democratica".

Al momento, invece, non risultano alcune prese di posizione e solidarietà a proposito dell'attacco subìto dai quattro militanti di Gioventù Nazionale né da parte della segretaria del Pd, Elly Schlein, né a firma del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, come invece era stato sollecitato dal responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli. Silenzio assoluto riguardo al pestaggio anche dagli capi partito del (presunto) campo largo Nicola Fratoianni, Matteo Renzi e Carlo Calenda.

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