Leggi il settimanale

“Accerchiamo Piazza Duomo”. La minaccia dei centri sociali all’evento della Lega

Gli antagonisti vogliono impedire lo svolgimento della manifestazione dei Patrioti a Milano e minacciano tensioni

“Accerchiamo Piazza Duomo”. La minaccia dei centri sociali all’evento della Lega
00:00 00:00

I centri sociali hanno rilanciato la propria minaccia per l’evento dei Patrioti europei a Milano del prossimo 18 aprile, già autorizzato. L’evento a cui parteciperà anche la Lega in piazza Duomo è finito nel mirino delle sinistre, che non condividendone i temi hanno chiesto che venisse bloccato. E forse perché si sentono legittimati dalla sinistra istituzionale, che come dimostra l’ordine del giorno del Pd a Palazzo Marino hanno chiesto al prefetto e alla questura di bloccare tutto, gli antagonisti hanno annunciato che saranno in piazza per ostacolare la manifestazione.

“Nella nostra città non c'è spazio per fascisti e aspiranti dittatori, non c'è spazio per razzismo e segregazione, non c'è spazio per imperialismo, falsi miti e falsi dei. Ovunque governino, uno dei primi terreni d’attacco delle destre nazionaliste è il controllo dei corpi femminili, marginalizzati e non conformi: attaccando l’autonomia riproduttiva, ostacolano l’accesso all’aborto, imponendo la norma binaria e l’immagine di madre come unica possibile”, si legge nel comunicato. “Parlano di sicurezza strumentalizzando le violenze di genere e vendono repressione e profilazione razziale nei quartieri, parlano di libertà di espressione e criminalizzano il dissenso, proponendo persino una taglia per l'antifascismo. Ebbene, ai nostri posti ci troveranno. Milano è antirazzista, Milano è transfemminista, Milano è partigiana, Milano è il 25 aprile, Milano è antifa”, scrivono ancora. È un comunicato no-sense, come si evince da questi passaggi, che portano culminano con la minaccia: “Il 18 aprile scendiamo in piazza e accerchiamo piazza del Duomo, i centri sociali ci saranno”.

Probabilmente non è un caso che sia arrivato l’indomani della polemica del Pd, e di tutti i partiti della sinistra istituzionale di Palazzo Marino. “Mentre il Pd continua a chiedere, in maniera patetica, di vietare la manifestazione dei Patrioti del 18 aprile in Piazza Duomo, i loro amici antagonisti annunciano uno o più cortei contro il nostro evento. Comunicando la loro presenza, i delinquenti dei centri sociali ci regalano un annuncio delirante, straparlando di ‘odio, razzismo, sessismo, repressione, controllo dei corpi, militarizzazione e suprematismo’. Con il Pd condividono un’idea di fondo: a Milano e in generale nelle piazze, secondo il loro ottuso ragionamento, possono andare solo loro”, si legge in una nota firmata da Silvia Sardone, vicesegretario della Lega.

L’europarlamentare, quindi, provoca la sinistra: “A questo punto invitiamo il Partito (Anti)Democratico a scendere in piazza insieme ai loro amici dei centri sociali. D’altronde la sinistra istituzionale, tramite il Comune, ha un consolidato rapporto con i professionisti delle violenze di piazza: negli anni è stata protagonista di regali, come lo spazio per il Lambretta, o tentati regali, come un nuovo edificio per il Leoncavallo. Di fronte alle varie violenze dei centri sociali a Milano (ricordiamo le violenze del 22 settembre in Stazione Centrale o i recenti scontri anti olimpiadi), a Torino e altrove, la sinistra è stata sempre in silenzio o ha addirittura solidarizzato con gli estremisti”. Una provocazione che non è poi tanto distante dalla realtà, perché in diverse occasioni i partiti della sinistra istituzionale si sono presentati in piazza con gli antagonisti.

“Ci aspettiamo dunque Schlein e Boldrini, magari insieme alla paladina delle occupazioni Ilaria Salis, a braccetto con i centri sociali milanesi nel tentare di vietare ai Patrioti (terzo gruppo politico in Europa) di organizzare una manifestazione e scendere pacificamente in piazza”, ha concluso Sardone. Il clima a Milano è teso, ancora una volta la sinistra cerca di salire in cattedra per vietare ciò che non considera in linea con il suo programma, comportandosi da censore e ripercorrendo gesta che dice di condannare.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica