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Anche D’Alema fa lo spot a Sanchez: “Ha la schiena dritta”

L’ex premier al fianco del leader spagnolo: “Non si è fatto intimidire e sa quali sono valori e interessi dell’Europa”

Anche D’Alema fa lo spot a Sanchez: “Ha la schiena dritta”
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Il modo per affrontare Donald Trump? Massimo D'Alema non ha dubbi: copiare Pedro Sanchez. Anche se il premier spagnolo non ha ottenuto niente, offrendo soltanto dichiarazioni ad effetto e interviste tonitruanti. Eppure per l'ex presidente del Consiglio italiano è proprio il leader di Madrid l'esempio da seguire: “In Europa c’è qualcuno che ha saputo come comportarsi: mi riferisco al primo ministro spagnolo Sanchez, uno che ha la schiena dritta, che non si è fatto intimidire e che sa quali sono valori e interessi dell’Europa - le sue parole a 'Un giorno da pecora', su Rai Radio 1 - Io non ho bisogno di insegnare niente a nessuno, c’è un esempio di come ci si comporta in questi casi”.

Idolo della segretaria dem Elly Schlein, Sanchez è un punto di riferimento per la sinistra italiana. Tanti, tantissimi hanno elogiato la sua posizione su Trump, senza però considerare i reali effetti di certi comportamenti, ossia nessuno. Senza dimenticare le beghe interne del primo ministro spagnolo, basti pensare alla moglie Begoña Gómez rinviata a giudizio con le accuse di traffico di influenze, corruzione, malversazione e appropriazione indebita.

D'Alema non si è soffermato solo su Sanchez. Nel corso della chiacchierata con Giorgio Lauro e Nancy Brilli, l'ex premier ha commentato così la possibile missione internazionale per proteggere la navigazione nello stretto di Hormuz: “In questi casi, quando si muovono i militari, ci vuole un mandato chiaro. Le nostre navi devono andare lì per combattere con gli iraniani? Cosa significa garantire il passaggio? La sicurezza di Hormuz è stata messa in discussione dalla guerra americana e israeliana, prima che arrivassero i bombardamenti si passava normalmente. Quindi, si presume che il problema si risolva con la pace, se invece lo si vuol risolvere con le armi vuol dire che entra nel conflitto”.

“Dovrebbe esser dopo l’annuncio della Pace, dopo di che si aprirebbe la strada ad una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che autorizza e organizza", ha aggiunto D'Alema: "La premessa è la pace, altrimenti quale sarebbe il mandato dei militari? Meloni, una volta tanto, dovrebbe esser chiara”.

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