Interni

"Asservite i magistrati", "Nessuna lezione". Scintille tra Conte e FdI sulla giustizia

Il leader del M5S va all'attacco: "Valutiamo la mozione di sfiducia a Nordio". Donzelli (Fratelli d'Italia) lo zittisce: "Hai scarcerato i mafiosi con la scusa del Covid"

"Asservite i magistrati", "Nessuna lezione". Scintille tra Conte e FdI sulla giustizia

La giustizia continua a essere il campo su cui il Movimento 5 Stelle ritiene di essere nelle condizioni di poter impartire lezioncine morali al centrodestra che è al governo. Il solito ritornello dei grillini è stato prontamente messo a tacere da Fratelli d'Italia, che ha ricordato un precedente recente e ha così zittito le mirabolanti tesi del M5S. Ne è nato uno scontro a distanza tra i partiti, con i 5 Stelle che seguono la scia de Il Fatto Quotidiano e intendono dare seguito alle sue istanze all'interno del Parlamento.

Conte va all'attacco

A usare ancora una volta toni duri è stato Giuseppe Conte, che ha dato una lettura personale ai primi provvedimenti partoriti dall'esecutivo guidato da Giorgia Meloni: "Il confronto che c'è stato in Parlamento con il ministro Nordio è stato per noi deludente. Ci preoccupa molto la prospettiva che ci porta a ritenere che possa essere in pericolo il 41 bis. È una prospettiva che può compromettere la possibilità di contrastare mafia e corruzione, con questo dibattito che hanno aperto per limitare le intercettazioni".

Di nuovo va rinfrescata la memoria all'ex presidente del Consiglio: il governo ha più volte ribadito di voler mettere mano alla gestione delle intercettazioni senza toccare quelle che riguardano reati come mafia e terrorismo. Nello specifico si vuole evitare la pubblica gogna ai danni di persone che non sono neanche indagate, arginando così la macchina del fango su contenuti che non hanno alcun rilievo giuridico-penale.

Conte si è detto inoltre preoccupato per le intenzioni dell'esecutivo in maniera di obbligatorietà dell'azione penale e separazione delle carriere, "di volere asservire il potere giudiziario al potere politico". E a tal proposito, strizzando l'occhio al giornale di Marco Travaglio, non ha escluso una possibile mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio: "Sulle misure con cui contrastare questo disegno ci riserviamo una valutazione".

Nel fronte del "no" alla riforma della giustizia c'è chi ha affermato che ci sarebbero le premesse per un controllo politico sull'azione penale. Ma davvero il pm passerebbe sotto l'esecutivo? Anche su questo punto il Guardasigilli aveva già stroncato il processo alle intenzioni: "La ragione di fondo per la quale ci si oppone alla separazione, è che si vogliono mantenere il potere e i benefit che ci sono, interscambiando le carriere le une con le altre".

La replica di Fratelli d'Italia

Puntuale è arrivata la risposta da parte di Fratelli d'Italia, che ha respinto al mittente le accuse arrivate verso il governo e ha ricordato al presidente del Movimento 5 Stelle quanto fatto poco tempo fa. "Non prendiamo lezioni da chi, quando era premier, ha scarcerato i mafiosi con la scusa del Covid", ha dichiarato Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione di FdI.

Agli atti c'è il fatto che l'esecutivo di centrodestra tra i primi passi ha effettuato quello relativo alla difesa del carcere ostativo, rendendo di conseguenza "la vita più dura ai mafiosi". Tra l'altro all'interno della maggioranza non è stato affatto messo in discussione il mantenimento del 41 bis: non si vuole assolutamente toccare il carcere duro. Da qui la chiosa di Donzelli: "Dal governo della Nazione vigileremo affinché da parte dello Stato non ci sia alcun cedimento nei confronti della criminalità organizzata".

Commenti