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"Sono tutti professori arroganti". Cacciari bastona il Pd

Massimo Cacciari interviene nel dibattito politico in vista del Congresso del Partito democratico. Il filosofo attacca la supponenza morale del Pd: "Più perdono e più diventano arroganti"

"Sono tutti professori arroganti". Cacciari bastona il Pd

Fu il filosofo cattolico Augusto Del Noce a prevedere, nel 1978, che la sinistra italiana sarebbe diventata più che altro “un partito radicale di massa”, borghese e distante dalle istanze politiche dal basso. Togliete la parola borghese e metteteci l’acronimo Ztl e avrete il Partito democratico italiano. Ad avvalorare la tesi di Del Noce, è un altro filosofo, Massimo Cacciari, vicino alle sensibilità della sinistra italiana ma sempre critico nei confronti del Partito democratico odierno.

La crisi del Pd e della sinistra mondiale

Intervistato dal quotidiano La Repubblica, Cacciari prova a mettere in fila tutte le cause della crisi mondiale della sinistra. E in particolare, si concentra sul crollo elettorale e politico di un Partito democratico in crisi di identità. Il Pd, spiega Cacciari, ha solo un modo per uscire dal pantano in cui si trova: “La sinistra si salva solo se affronta sul serio la questione sociale. Dovrebbe essere il cuore del suo agire”. Le parole dell’ex sindaco di Venezia pesano come un macigno: “Il Pd deve ritrovare il contatto con le masse”. Cosa manca allora alla sinistra italiana per riconquistare i voti del ceto medio basso? Secondo il filosofo, serve “essere credibili nelle proposte”. Nelle ultime elezioni, i voti degli operai si sono spostati a destra e gli astensionisti sono in crescita. Attorno a questo corpo elettorale serve “costruire un radicamento sociale e territoriale frutto delle lotte che si compiono, non di quelle fatte per portare le borse al capocorrente di turno”. La critica del filosofo verso i dem è totale: la mancanza di un radicamento territoriale, la scarsa propensione alla lotta politica e infine, l’eccessiva importanza delle correnti. La sinistra mondiale ha subito i processi, non ha fatto lo sforzo necessario per compiere un nuovo inizio e si è adeguata alle politiche neo conservatrici. E la destra,secondo il filosofo, ne ha giustamente approfittato: “Oggi la destra, guadagna proprio dove la sinistra ha sbaraccato”. Ma il rimprovero di Cacciari non finisce qui e colpisce la supponenza morale, tipica dell’intellighenzia di sinistra: “Giorgia Meloni cerca di essere umile perché percepisce la delegittimazione che investe il sistema politico. Invece a sinistra tutti professori, e più perdono più diventano arroganti”.

Il futuro del Pd: la sfida Bonaccini-Schlein

Il Pd prova, senza riuscirci, ad animare il dibattito di idee in vista del Congresso del prossimo anno. Ma la sfida tra Stefano Bonaccini e Elly Schlein non sembra preoccupare il filosofo: “Non mi appassiono alla contesa. Trovo sbagliato il metodo. Servirebbe una discussione radicale”. E sul futuro del Partito democratico, la profezia dell’ex sindaco di Venezia è da mani nei capelli per gli elettori dem: un partito dalla vocazione minoritaria, troppo appiattito su diritti civili e lontano dalle istanze dei lavoratori. “Il rischio che corre il Pd – spiega Cacciari – è quello di diventare una sorta di Partito d’Azione o di Partito radicale” e questo “non può essere il destino di un partito di massa”. “I diritti vanno bene ma devono essere sempre affrontati in relazioni a quelli sociali, previsti non a caso dalla Costituzione”. Il monito del filosofo è ancora più esplicito: “Le disuguglianze, la precarietà, il lavoro femminile, di cosa credete che discutono le masse?”.

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