"Con quella camminata alla John Wayne...”. Scanzi insulta la Meloni

La penna del Fatto Quotidiano attacca il premier: "Il botta e risposta con De Luca? Era convinta di fare una cosa figa"

screen da Otto e Mezzo / La7
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“Presidente De Luca, sono quella stronza della Meloni, come sta?”. La trovata comunicativa del premier Giorgia Meloni continua a cogliere nel segno. A più di tre giorni di distanza, la sinistra, già confusa e debole politicamente, si trova costretta a doversi difendere dagli attacchi diretti del presidente del consiglio, ormai in piena campagna elettorale in vista del prossimo voto europeo. L’ultimo samurai della sinistra benpensante è Andrea Scanzi, opinionista tv e firma del Fatto Quotidiano.

Dopo tre lunghi giorni di riflessione la penna del giornale diretto da Marco Travaglio riesce a partorire solo insulti e livore ideologico. Per commentare l’aspro botta e risposta tra Meloni e il presidente campano, Vincenzo De Luca, il giornalista va dritto al sodo. Nel suo mirino, ovviamente, finisce solo il presidente del Consiglio. Ospite di Giovanni Floris a Otto e Mezzo, il programma politico serale su La7, Scanzi è un fiume in piena. "Giorgia Meloni parla così perché non ha una velocità diversa", attacca il giornalista de Il Fatto quotidiano che è in collegamento. "Lei parla in questo modo, è questa cosa qua, prima ancora di una tattica che innegabilmente c'è, lei parla cosi", sentenzia Scanzi.

Poi, a stretto giro, arriva l’insulto gratis, ormai tradizione della casa. "Per tre quattro mesi – spiega il giornalista - non vede l'ora di vendicarsi e poi si trova davanti De Luca e con quella camminata alla John Wayne convinta di fare una cosa figa si fa riprendere e dice 'ao sono quella stro*** della Meloni’. Ed è convinta di essere brava", prosegue il giornalista. Insomma, "Lei è questa cosa qua, e con molti funziona contro i radical chic come me".

Il tutto condito con una supercazzola ad hoc sul rapporto tra radical chic e il governo di centrodestra."C'è questa divisione tra il popolo e i professoroni quasi che conoscere sia una colpa", aggiunge Scanzi.

E ancora: “Il problema – dice – diventa quando il nemico per Meloni è larga parte della comunicazione e dell’editoria, questo è un elemento pericoloso e non è normale per un presidente del consiglio”. Con tanto di ramanzina finale indirizzata a Meloni: “In alternativa ai radical chic lei cosa propone? Essere cerchiobottisti cafonal?”.

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