“Che schifo, non c'è niente che mi fa più schifo dei fr... di destra che cantano”. Questo è uno dei commenti che sono piovuti ieri su Tommaso Cerno, direttore de il Giornale, e su Pierluigi Diaco, conduttore di Bella Ma’ su Rai Due, dopo un momento durato una manciata di minuti durante i quali i due hanno cantato e suonato, insieme all’orchestra, la canzone vincitrice di Sanremo. “Per sempre sì” di Sal Da Vinci è entrata di forza nella discussione politica per le polemiche generate dalla solita sinistra, secondo la quale sarebbe un inno al referendum per il governo e perché addirittura sarebbe stata scelta da Meloni per la campagna per il “sì”. Circostanza ovviamente smentita dallo stesso cantante, che viene tirato per la giacchetta dai profeti del “no”, nonostante lui abbia chiaramente detto che non intende dire per chi voterà al referendum.
Eppure, nonostante questo bailamme da sinistra per “usare” Sal Da Vinci, a finire nel mirino sono stati Cerno e Diaco, accusati di fare propaganda per il “sì” con la canzone di Sanremo e finanche fatti oggetto di bassi insulti a sfondo omofobo, davanti ai quali la sinistra sta tacendo. “Non puoi più neanche andare a letto con chi vuoi, perché ieri pomeriggio su Rai2, ospite di Diaco a Bellama', abbiamo cantato Sal Da Vinci, con un'orchestra, semplicemente la canzone, nulla che c'entrasse con il referendum, con il sì, con il no, con Gratteri, ma non va bene. Perché? Perché siamo omosessuali di destra e gli omosessuali non possono esserlo”, ha detto il direttore commentando l’accaduto durante la puntata odierna di “Due di picche”, la striscia in onda ogni giorno alle 14 su Rai Due.
“I commenti ne parlano chiaro: una dose di omofobia che a me non fa né caldo né freddo, che volevo citare per spiegare come siamo ridotti in questo Paese”, ha poi aggiunto Cerno. Il direttore, che è il diretto interessato da questi insulti, può parlare di “giudizio legittimo”, davanti a chi dice “che schifo, non c’è niente che mi fa più schifo dei froci di destra che cantano” . Cerno ha aggiunto: "Non sento tutti questi grandi attivisti dei diritti con le bandiere arcobaleno difendere due omosessuali, Diaco e Cerno, attaccati perché cantano una canzone”. Siamo al solito doppiopesismo di sinistra, per la quale non sono da condannare né gli insulti omofobi quando le vittime sono esponenti di destra, né gli insulti misogini quando le vittime sono ugualmente donne della destra.
“Piena solidarietà a Tommaso Cerno e Pierluigi Diaco per i vergognosi attacchi omofobi di cui sono stati oggetto nelle ultime ore. La critica è sempre legittima in una democrazia; l'insulto fondato sull'orientamento sessuale delle persone non lo è mai”, ha dichiarato Federica Frangi, componente del cda della Rai, auspicando che “Cerno e Diaco non vengano lasciati soli, tanto meno perché percepiti come non allineati: il pluralismo e il rispetto delle persone sono valori essenziali del servizio pubblico e devono valere per tutti”.
A stretto giro arriva anche la solidarietà di Simone Leoni, segretario nazionale di Forza Italia Giovani. "Esprimo piena solidarietà a Tommaso Cerno, direttore de Il Giornale, per gli attacchi omofobi e gli insulti ricevuti dopo una semplice esibizione televisiva. Quando il confronto pubblico degenera nell'odio e nella delegittimazione personale si supera un limite che in una democrazia non dovrebbe mai essere oltrepassato".
L'eccezione a sinistra è l’europarlamentare Pd-S&D Dario Nardella. “L’abbrutimento della politica e della comunicazione sui social non conosce limiti e ne abbiamo avuto una dimostrazione anche ieri con gli insulti omofobi rivolti a Cerno e Diaco senza alcun apparente motivo politico. Esprimo solidarietà ai due giornalisti - prosegue - che conosco e stimo nonostante le differenti sensibilità politiche, perché credo che la lotta contro le discriminazioni non debba mai essere influenzata dal colore politico. Siamo tutti chiamati a costruire un modello di convivenza civile basato sul rispetto degli individui e a restituire alla politica un minimo di credibilità".
“Esprimo la mia piena vicinanza e solidarietà a Cerno e Diaco per i gravi attacchi omofobi nei loro confronti", afferma il deputato di Forza Italia Tullio Ferrante, sottosegretario al Mit. "Insulti vergognosi e inaccettabili, fondati unicamente sull’orientamento sessuale e politico, che delineano un clima sempre più preoccupante di violenza e intolleranza".
"Stupido e senza senso chi ha fatto un commento del genere", afferma Mario Colamarino, presidente del Circolo Mario Mieli. "Non c'entra nulla essere di destra o di sinistra facciamo tutti parte di una stessa comunità a prescindere del colore politico, siamo omosessuali. Ed esprimo la mia solidarietà a Diaco e Cerno per aver ricevuto un insulto così pesante. Non c'è niente che mi fa più schifo dei froci di destra che cantano".
Solidarietòà anche dall'attivista per i diritti Francesca Pascale: "Devo dare ragione a Cerno, purtroppo, la solidarietà da una parte politica è selettiva. Quanto succede a Cerno è grave, ma Cerno non è uno debole, persone come lui hanno le spalle per difendersi, non così altri, penso ad esempio alla vicenda delle giocatrici iraniane in Australia, un caso drammatico su cui, abbiamo visto, le femministe nostrane non hanno fatto alcun commento". E conclude: "Ci sono comunisti che preferiscono andare in piazza, pro-pal che attaccano i poliziotti".
"Cerno non ha bisogno di essere difeso dal sottoscritto, ha spalle grosse e pelo sullo stomaco", dichiara il sindaco leghista di Carlino (Friuli Venezia Giulia) Loris Bazzo, il 47enne balzato agli onori della cronaca in questi giorni per il matrimonio in vista con il sindaco di Pordenone Alessandro Basso. "La sinistra difende solo la sinistra. Ormai è ferma, affacciata al davanzale, guardando lo scorrere del tempo".
"Voglio esprimere tutta la mia solidarietà a Cerno e Diaco per gli insulti omofobi ricevuti", afferma Vladimir Luxuria. "Ho apprezzato molto il fatto che Cerno e altri abbiano fatto coming out anche perché conosco molti di sinistra che sono omosessuali e che non lo fanno, questa è una contraddizione!". "Niente può giustificare l'insulto e le volgarità anzi, chi dice 'frocio' a Cerno o a un altro, solo perché di destra, anche se Cerno - ricorda - ha avuto un passato anche nel Parito Democratico, dimostra di essere omofobo, ciò definisce sé stesso".
"Siamo arrivati finalmente alla Verità - dice il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri -. L’omofobia sta a sinistra. I social sono pieni di insulti a Tommaso Cerno e Pierluigi Diaco che hanno cantato su Raidue la canzone di Sal da Vinci diventata dibattito per il referendum sulla giustizia ha mostrato il vero volto della sinistra italiana: vanno al gay pride con i palestinesi e Hamas, ma poi scrivono parole offensive quando l’omosessualità non milita per le loro idee politiche. Stanno diventando proprio come i regimi che difendono, mentre il dibattito dimostra che a destra c’è la libertà degli individui e la pluralità delle idee".
Anche l'Arcigay è intervenuta sul caso. "Nel momento in cui l'orientamento sessuale di una persona viene utilizzato per attaccarla, è pura e semplice omofobia a prescindere da qualsiasi altra considerazione, anche il colore politico. Ed è spiacevole, molto spiacevole che nel 2026 siamo ancora costretti ad assistere a teatrini di questo tipo, di chi si sente libero di insultare per l'orientamento sessuale". Così all'Adnkronos Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay.
"Gli attacchi omofobi rivolti a Cerno e Diaco sono inaccettabili e dimostrano quanto sia ancora diffusa una forma di intolleranza che pretende di stabilire chi abbia il diritto di esprimersi e chi no sulla base delle proprie idee politiche", dichiara il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami. "A entrambi va la solidarietà per gli insulti ricevuti. La libertà personale, così come il rispetto della dignità di ogni individuo, non può essere subordinata all’appartenenza politica né tantomeno a stereotipi ideologici".
"Le offese omofobe rivolte in queste ore a Tommaso Cerno e Pierluigi Diaco per le loro posizioni sul referendum sono inaccettabili. Il dissenso politico è legittimo, l’omofobia no”, dichiara Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay LGBT+. "Chi non condivide le loro opinioni le contesti nel merito, con argomenti e idee.
Trasformare il confronto politico in un attacco omofobo significa soltanto alimentare stereotipi e pregiudizi che colpiscono tutte le persone LGBT+. Anche quando non si condividono le posizioni di qualcuno, l’omofobia non può mai diventare un’arma nel confronto politico".