"Chi mi dava per spacciato si sbagliava". Berlusconi smentisce i gufi

Dopo la fine del ricovero al San Raffaele, durato 45 giorni, Silvio Berlusconi è pronto più che mai a proseguire l'opera di rinnovamento di Forza Italia che, assicura, "non si è mai interrotta"

"Chi mi dava per spacciato si sbagliava". Berlusconi smentisce i gufi
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Dopo quasi una settimana dalle dimissioni dall'Ospedale San Raffaele, Silvio Berlusconi si sta lentamente riprendendo e ritorna a parlare delle proprie condizioni di salute, spiegando come sta vivendo questa fase immediatamente successiva alla fine del ricovero. "Se qualcuno mi ha dato per spacciato, si è decisamente sbagliato. E anzi, come è noto, questi infortuni allungano la vita - sostiene il leader di Forza Italia nell'intervista al Quotidiano Nazionale - Il recupero procede. Sto impegnandomi per recuperare le forze. Ci vuole tempo ma ogni giorno miglioro", assicura. Durante i suoi 45 giorni di degenza, Berlusconi ha ricevuto tantissimi messaggi di affetto. "Il più inatteso? Quello di una figura storica molto nota della sinistra, di cui non faccio il nome per non metterlo in imbarazzo, che mi ha scritto queste parole: 'Io l'ho sempre combattuta e continuerò a combatterla. Ma la politica italiana non sarebbe la stessa se lei smettesse di occuparsene. Si aprirebbe un vuoto incolmabile per la democrazia. Per questo le auguro di tornare presto'".

Il sostegno di Marta Fascina

Durante il mese e mezzo di degenza, sicuramente caratterizzato da qualche preoccupazione, Berlusconi ammette che non sono mancati bilanci sulla sua vita. Tuttavia, citando Edith Piaf, non ha rimpianti. Questo perché, tra le tantissime cose che ha fatto, "ho avuto l'onore di guidare il mio Paese, il Paese che amo, per dieci anni e di rappresentarlo nel mondo. E, la cosa più importante di tutte, ho una donna 'unica' al mio fianco, ho cinque figli straordinari, ho 16 nipoti adorabili. Certo, come ogni essere umano avrò commesso degli errori, ma non ho rimpianti. E comunque ho ancora tanti obbiettivi da realizzare per il bene del Paese". Poi, un pensiero particolare lo rivolge proprio a sua moglie, Marta Fascina, che "è stata davvero il mio angelo custode". "Se avessi avuto bisogno di una prova del suo amore incondizionato – ma non ne avevo alcun bisogno – l'avrei avuto in queste settimane. Ed è un amore totalmente ricambiato".

I contatti con Giorgia Meloni

Si passa poi alla politica. Giorgia Meloni "è sempre in contatto con me. Ovviamente ci sentiamo spesso per ragionare insieme sulle scelte da compiere, che poi sono sempre pienamente condivise". Per quanto riguarda invece Forza Italia, il Cavaliere garantisce che "l'opera di rinnovamento non si è affatto interrotta. Ho continuato a occuparmene dall'ospedale. FI si rinnova sempre, dal 1994 a oggi, senza rottamare nessuno. Continueremo a farlo, per preparare le elezioni europee e dar vita a una presenza capillare, con un portabandiera in ogni comune italiano", rimanendo nel frattempo "i più leali e coerenti sostenitori dell'ottimo lavoro del presidente del Consiglio".

Alluvione, riforme, ballottaggi

Non può sicuramente mancare un pensiero sull'alluvione che ha colpito la Romagna: "Per ora mi sembra che il governo sia intervenuto con assoluta rapidità e con adeguate risorse. Ora l'importante è che la burocrazia non rallenti la fase della ricostruzione". Silvio Berlusconi parla poi anche di riforme costituzionali: "L'elezione diretta del Presidente della Repubblica è una nostra battaglia storica, ma siamo disposti ad accettare la formula che raccoglie più consensi, a patto che sia salvaguardato un principio: quello che siano i cittadini a scegliere chi deve guidare l'esecutivo". Infine, una previsione sui ballottaggi delle Amministrative che si terranno domenica e lunedì prossimi: "Vi sono molte città in bilico.

Se gli elettori andranno a votare, possono scegliere il modello di buongoverno del centrodestra". Rispetto al calo dell'affluenza, "in una democrazia il voto non è soltanto un diritto, è anche e soprattutto un dovere perché se non si va a votare si mette a rischio la democrazia".

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