Il comunismo in Italia non si può fare. In una vecchia intervista del febbraio 1982, divenuta virale su Instagram, il segretario del Psi di allora Bettino Craxi spiega con grande lucidità ciò che era sotto gli occhi di tutti, ma che a sinistra si è spesso deliberatamente voluto negare. “Se per tanti anni si è spiegato che 2 più 2 faceva 5, e improvvisamente si spiega che 2 più 2 fa 4, e per quelli che hanno creduto fanaticamente che 2 più 2 facesse 5 può sembrare un dramma”, esordisce Craxi. Che, poi, subito aggiunge: “Ma tutti sapevano che 2 più 2 faceva 4, tutti sapevano che l'Unione Sovietica si era creata da tempo, da decenni, un determinato sistema politico”.
Un sistema politico fallimentare è il “non detto” che Craxi inizialmente lascia solo intuire. “Non dovrebbe esserci un dramma, c'è un grande ritardo, diciamo la verità, c'è un grande ritardo nell’accertamento della verità”, aggiunto lo storico leader politico che di lì a qualche mese sarebbe diventato il presidente del Consiglio. “E siccome non l'ho detto io, ma non mi ricordo più chi l'ha detto, la verità è rivoluzionaria, la verità dei fatti, dei documenti, di ciò che si vede e che si capisce, e le cose che si vedevano e si capivano da tempo. Quindi non dovrebbe essere un dramma”, premette Craxi che, poi, subito sentenzia: “In Italia il comunismo, questa è una verità secondo me, non si può fare”.
E spiega: “Non si può fare perché né quello conosciuto né quello sconosciuto. Quello sconosciuto non so che cos'è, quindi ho già detto che sono un po' diffidente, può anche darsi che si inventi qualche cosa che... Quello conosciuto non si può fare, non va bene, non lo vuole nessuno, ma - è la conclusione ironica di Craxi - manco i comunisti lo vogliono…”.