Ecco come Fedriga è riuscito a centrare il bis

Buon governo, volto istituzionale, pugno fermo: i motivi della riconferma del leghista alla guida del Friuli Venezia Giulia

Ecco come Fedriga è riuscito a centrare il bis

C'erano pochissimi dubbi sul fatto che Massimiliano Fedriga sarebbe stato riconfermato presidente della Regione Friuli Venezia Giulia ("vi prego, scrivete tutte e tre le parole", esortava lui stesso nel 2018). Anzi, praticamente zero. Del resto non è un caso se, in questi cinque primi cinque anni di esperienza istituzionale al Palazzo del Lloyd Triestino, il responsabile della Giunta regionale abbia ottenuto almeno due grandi indiscutibili risultati, sia a livello nazionale sia personale. Il primo lo ha raggiunto nell'aprile 2021, quando venne eletto presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome - subentrando a Stefano Bonaccini -. Il secondo riguarda la popolarità del governatore leghista che, stando al sondaggio del Sole 24 ore sui vari presidenti di Regione, aveva registrato un solido 68% di gradimento da parte dei propri cittadini, alle spalle solo di Luca Zaia.

I successi di Fedriga, nonostante le tante difficoltà riscontrate

I due obiettivi centrati sono la plastica rappresentazione del buon governo svolto nel Nord Est, nonostante le tante problematiche ereditate dalla Giunta precedente, presieduta da Debora Serracchiani, e le molteplici difficoltà riscontrate dal 2018 a oggi, dove la Regione ha lavorato quasi costantemente nell'emergenza: una su tutte, la pandemia. Fedriga fu tra i primissimi amministratori a chiudere le scuole nel febbraio 2020, con un'intuizione dettata dal principio di precauzione. La scelta venne considerata inizialmente impopolare, ma alla fine quella linea permise di contenere la prima ondata del Covid. Poi, dopo il lockdown e il blocco delle attività produttive, il successo della campagna vaccinale, benché Fedriga fosse stato pesantemente insultato e minacciato dai No vax; con Trieste che era diventata la "capitale" delle accesissime proteste guidate dall'antagonismo del portuale Stefano Puzzer. Infine, la guerra in Ucraina e la conseguente carenza di materie prime e aumento dei costi dell'energia.

Eppure la giunta di centrodestra ha sempre saputo reagire e trovare la giusta coesione. In questi cinque anni è calata la disoccupazione e aumentato il numero degli occupati. Dal 2021 il Friuli Venezia Giulia è diventata la Regione che è cresciuta di più in tutta Italia. Grazie agli accordi con il governo nazionale, ha portato a casa risorse importanti e ha fatto risparmiare quasi due miliardi di euro, con la possibilità di gestire molte imposte e abbassando la pressione fiscale per le imprese. Fedriga ha poi investito molte risorse sulle infrastrutture, a partire dagli scali aerei, con un tasso di crescita del 12% in dodici mesi, così come nel trasporto pubblico locale. Tutti elementi che hanno contribuito a far tornare ad aumentare il turismo nella regione.

La giovane militanza nella Lega

Il riconoscimento a Fedriga, quindi, è netto. Nato a Verona ma residente a Trieste, 42 anni, leghista della prima ora, Massimiliano Fedriga si è laureato in Scienze della comunicazione e ha conseguito un master in marketing e comunicazione aziendale. Cattolico praticante a partire dai "19 anni, dopo aver conosciuto un prete che mi spiegò la razionalità della fede". A vent'anni ha fatto il catechista. I figli li ha chiamati Giacomo e Giovanni "che sono i nomi dei primi apostoli". La moglie, Elena Sartori, ed è nata a Sesto al Reghena, in provincia di Pordenone: laureata in relazione pubbliche e referente regionale del Fai, è specializzata in marketing turistico. I due si sono incontrati in mensa aziendale.

Della sua militanza politica Fedriga ama ricordare di quando 27 anni fa decise di iscriversi al Carroccio. Allora quindicenne, dovette presentare al partito un'autorizzazione firmata dai genitori. Da allora è cresciuto in quella squadra, con una carriera politica fulminante: nel 2003 segretario provinciale a Trieste, nel 2008 deputato e capogruppo nella 11esima Commissione permanente (che si occupa di lavoro e politiche sociali). Nel 2013 il secondo mandato: in quella legislatura è capogruppo per la Lega alla Camera dei Deputati, dopo avere ricoperto il ruolo di vice nella parte finale della legislatura precedente.

Alcune intemperanze con l'allora presidente della Camera, Laura Boldrini, sull'approvazione dello ius solo gli costeranno 15 giorni di sospensione. "Credo ne sia valsa la pena", commenterà lui in seguito. Il 30 aprile 2018 trionfò alle sue prime Regionali con oltre il 57%. Durante la sua consiliatura Fedriga aprì anche alla possibilità di barriere lungo il confine con la Slovenia per fermare l'immigrazione irregolare. Passò l'idea che volesse "un muro" come quello di Donald Trump con il Messico.

Ma in realtà - come spiegato più avanti dallo stesso interessato - quello che aveva proposto riguardava "barriere sulle tratte più a rischio, pattuglie miste, controlli con telecamere termiche e droni". Una sorta di "muro tecnologico", che poi è stata proprio l'iniziativa intrapresa dalla sua Giunta pochissime settimane fa. Da domani mattina, quindi, comincerà il suo bis alla guida della Regione, fino al 2028.

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