«Ci sono persone in condizioni di sofferenza insopportabile, irreversibile, che hanno già diritto ad essere aiutate a morire, ma spesso questo diritto è boicottato e sabotato tanto da tenerle mesi e mesi, in alcuni casi anche anni, a sopportare quella condizione come una tortura». Lo ha detto ieri Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, durante l'incontro per l'avvio della raccolta firme per la proposta di legge regionale «Liberi Subito». Da sette anni il suicidio assistito è legale in Italia: 15 le persone che lo hanno ottenuto, 5 delle quali negli ultimi 4 mesi. L'obiettivo ora è raggiungere cinquemila firme entro settembre, per sollecitare il Consiglio regionale ad adottare regole certe sull'accesso alla procedura. La mobilitazione, ritorna dopo che il Consiglio regionale, nel 2024, aveva votato una pregiudiziale di costituzionalità per non discutere il progetto di legge. «Ma - spiega Cappato - è stato smentito dalla Corte costituzionale che ha ribadito che è piena competenza delle Regioni regolamentare l'accesso al suicidio assistito».
Una prima vittoria intanto è già stata incassata con il sostegno trasversale: presenti esponenti di Giovani Democratici, giovani di Forza Italia, Azione Milano, AVS, Radicali e +Europa Milano. Annunciata anche l'adesione di M5s.