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L'ultimo schiaffo della sinistra: a Firenze niente vie intitolate a Gentile e Almirante

La pretesa di escludere per sempre l’intitolazione di vie o piazze al filosofo e al leader dell'Msi intende cancellare per legge un pezzo della nostra storia

Wikipedia
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Ha dell’incredibile quanto è successo questi giorni nelle stanze di Palazzo Vecchio a Firenze, una delle storiche roccaforti rosse d’Italia. Il gruppo Sinistra Progetto Comune ha presentato una mozione (proposta da Dmitrij Palagi, Ciulli, Pizzolo, Bonanni, Casini, Burgassi, Barbieri, Ricci) con un oggetto “particolare”: nessun luogo toponomastico a Giovanni Gentile e Giorgio Almirante. Nel documento N. MZ/2025/00678 gli autori sottolineano il ruolo storico della Repubblica sociale Italiana intenta a promuovere uno Stato alternativo a quello italiano; e poi, ancora il ruolo del MSI come erede della tradizione fascista e infine l’attacco a Fratelli d’Italia che nel proprio simbolo mantiene ancora oggi l’originaria fiamma missina. Dopo aver evidenziato il percorso di Giovanni Gentile e Giorgio Almirante come “protagonisti della storia del fascismo italiano”, il gruppo consiliare chiede “con preoccupazione e sdegno” al sindaco Funaro di “rigettare qualsiasi proposta di intitolazione di luoghi toponomastici nel Comune di Firenze” al filosofo e al politico del MSI e chiede la trasmissione dell’atto ai massimi organi pubblici e associazioni del territorio affinché monitorino tali iniziative.

Un caso apparentemente “secondario” ma che manifesta la crescente radicalizzazione della sinistra italiana, simboleggiata da due segreterie, quella di Elly Schlein e di Giuseppe Conte, in cui massimalismo e populismo saranno il marchio di fabbrica almeno fino alle elezioni del 2027. E se da un lato c’è la paura di confrontarsi con la nostra storia patria, per non rompere il vaso di cristallo dell’egemonia culturale rossa, dall’altro continua ad aleggiare su una parte di popolo italiano che non proviene dalla cultura filo-comunista una sorta di lettera scarlatta, un alone di mancanza di puritanesimo politico-culturale che lo porta ad essere quotidianamente in minoranza, se non in molti casi dalla parte dei vinti. Lungi da noi richiamare la nostalgia di quel mondo citando Piero Buscaroli, però la gran parte della cultura e dell’establishment comunista del dopoguerra con l’amnistia di Palmiro Togliatti passò dal PNF al PCI. Quindi, da un totalitarismo all’altro. Cito giusto per onor di cronaca: Elio Vittorini, Eugenio Scalfari, Vasco Pratolini, Romano Bilenchi, Mario Alicata, Giorgio Bocca...

L’indignazione dinanzi a questa censura storica ha fatto intervenire a gamba tesa nel dibattito l’europarlamentare Francesco Torselli (FDI), da sempre molto attento a queste tematiche e non ostile al dialogo, e Simone Sollazzo, presidente di Gioventù Nazionale di Firenze: «L’approvazione della mozione che esclude per sempre l’intitolazione di vie o piazze a Giovanni Gentile e Giorgio Almirante rappresenta l’ennesima pagina ideologica del Consiglio comunale di Firenze. Non è una scelta amministrativa, ma un atto politico che tenta di riscrivere la storia attraverso una vera e propria damnatio memoriae». E concludono: «È paradossale che, mentre la città affronta problemi concreti come sicurezza, traffico e degrado, si impongano divieti ideologici sulla memoria pubblica. La storia non si cancella per mozione: si studia e si rispetta. Piena solidarietà al ministro Giuli, che ha ribadito come la memoria storica non possa essere soggetta a censure.

Chi oggi pretende di cancellare “per legge” la storia e la memoria si erge a paladino di democrazia e libertà, ma finisce per comportarsi come le peggiori dittature, dove la sovranità non apparteneva al popolo ma a un partito “per sempre” e dove le pagine sgradite venivano cancellate a piacimento: è quanto leggiamo nella mozione approvata a Palazzo Vecchio. Troviamo infine fortemente preoccupante che il Partito Democratico guidato da Elly Schlein sia ormai contiguo alla peggior sinistra radicale, che detta la linea culturale».

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