Riecco Fausto Bertinotti: anche lui sostiene la lista greca Tsipras

Dopo gli intellettuali (Spinelli, Camilleri e Flores D’Arcais) e il giornalista Andrea Scanzi la sinistra radicale greca fa breccia nel cuore del vecchio leader di Rifondazione comunista

Riecco Fausto Bertinotti: anche lui sostiene la lista greca Tsipras

A volte ritornano. Fausto Bertinotti si riaffaccia sulla scena politica e, dal suo blog sull'Huffington Post, fa un endorsement ad Alexis Tsipras, il leader della formazione politica greca di sinistra radicale. "Finalmente una buona nuova - scrive l'ex leader di Rifondazione comunista - la venuta in Italia del candidato della Sinistra europea a Presidente della Commissione europea è un avvenimento politico. Lo è in particolare proprio per il profilo politico e culturale di Alexis Tsipras. Esso configura un'occasione per chi, anche qui da noi, vuole concorrere a cambiare questa Europa, per chi vuole contribuire alla costruzione di un'alternativa all'Europa reale, un'alternativa di modello di società. Intendiamoci, in particolare in Italia, non ci sono scorciatoie, miracoli politici in vista". Queste le motivazioni politiche alla base del sostegno: "Il vuoto lasciato da una sinistra di classe e di popolo e i fenomeni di devastazione culturale prodotti da questa obliqua modernizzazione hanno aperto la strada a che una collera popolare possa essere preda persino di una destra xenofoba e razzista, come già accade in importanti paesi d'Europa. Anche visto da questo lato, quello elettorale, il problema non può però vedere alcuna soluzione se resta racchiuso in questo ambito, quello della democrazia rappresentativa". E ancora: "Il voto di protesta, come quello per i 5 Stelle è, in più di un'occasione, suscitato dallo spettacolo indecoroso della politica ufficiale, dalle pratiche antisociali dei governo, dai processi degenerativi e corruttivi della politica. Ma c'è, io credo, una ragione dirimente per voler fare altrimenti sia dall'astensione che dal voto di protesta. Ci dovrebbe essere la possibilità di dare al voto il senso di una scelta, tra l'Europa reale, quella oligarchica dell'austerity e delle diseguaglianze, e l'indicazione, almeno, dell'esigenza di un'altra Europa possibile il cui diverso modello economico e sociale sia sostenuto dall'apertura di un processo costituente dal basso fondato sulle buone esperienze sociali e sulla volontà popolare"

Ma a sostenere Tsipras ci sono anche altri volti noti: dopo il nugolo di intellettuali ed esponenti della società civile (Barbara Spinelli, Andrea Camilleri, Paolo Flores D’Arcais, Luciano Gallino, Marco Revelli e Guido Viale), anche il giornalista del Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, si accoda a coloro che in Europa sostengono il politico greco. "Aderisco con piacere e convinzione all'appello per supportare la nascita della Lista Civica Tsipras. Un politico che è odiato dalla finanza e che è stato addirittura in grado di rilanciare la sinistra radicale, non può non avere la mia stima. I poteri forti lo hanno definito il "nemico numero uno dell'Europa": ulteriore medaglia al valore. Alla coerenza. Alle idee", scrive Scanzi. Che poi aggiunge: "È affascinante l'idea che, grazie ad Alexis Tsipras e alla coalizione Syriza, la Grecia - prima vittima degli effetti nefasti della cosiddetta austerity - possa diventare alle prossime elezioni (2016?) il primo laboratorio alternativo ai dogmi di Fmi e Ue-Bce. Non so se un tale progetto, che vanta in Italia firmatari oltremodo illustri, possa assurgere a nuovo manifesto di Ventotene. E neanche so se, una volta varata superando le non piccole difficoltà tecniche, la voterei. Ci sarà tempo per deciderlo e molto dipenderà dalle prossime mosse del Movimento 5 Stelle. (Va da sé che le uniche alternative, al momento, sono queste: Tsipras o M5S. All'ipotesi di votare Renzi preferisco una cena a lume di candela con Mary Star Gelmini, magari a dissertar di neutrini smarriti nel tunnel del Gran Sasso. E se un giorno voterò centrodestra, vi prego, abbattetemi. Anzi no, peggio: ditemi che sono come Pigi Battista)". Insomma, firmo l'appello, ma non so se voterò per lui. Un modo per esserci, per far parlare di sé, in attesa di capire come si comporterà il Movimento 5 Stelle.

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