Prima lo chiama sul palco, poi Bonaccini frena. "Giarrusso chieda scusa"

Ieri l'ex Iena ha scelto proprio l'evento del candidato segretario dem per annunciare l'iscrizione al Pd. Dopo le polemiche il governatore spegne gli entusiasmi. Possibile che il discorso dell'ex 5S non fosse concordato?

Prima lo chiama sul palco, poi Bonaccini frena. "Giarrusso chieda scusa"

Continua a far discutere il testacoda di Dino Giarrusso, pronto a entrare all'interno del Partito democratico dopo anni di fango scaricato in casa dem. E dopo averlo fatto salire sul palco della sua convention programmatica, a "scaricarlo" - o quasi - è proprio l'attuale presidente della Regione Emilia Romagna.

"Siamo un partito aperto a chiunque", dichiara Stefano Bonaccini durante il suo intervenuto alla giornata conclusiva di Energia Popolare. "E se Dino Giarrusso vorrà entrare e iscriversi", prosegue il presidente della ragione Emilia Romagna, "prima chieda scusa a chi ha ferito in passato e dimostri di accettare le regole e il percorso di questo partito".

La frenata di Bonaccini

Eppure solo ieri l'ex Iena ha partecipato all'evento che lancia la candidatura di Bonaccini alla guida del Partito Democratico. E non da semplice sostenitore in platea: Giarrusso è salito sul palco e ha preso la parola. "Annuncio oggi ufficialmente il mio ingesso nel Pd", ha sentenziato, dimentico di tutto il livore riversato sui dem in passato, "Con grande gioia e orgoglio - ha aggiunto Giarrusso - entro in punta di piedi in una casa che esiste da tempo, con rispetto per chi l'ha costruita e con umiltà. Passo al Pd".

Parole che hanno subito creato non poco scompiglio persino nello staff di Bonaccini. "Diciamo che c'è stato un disguido tecnico organizzativo, mettiamola così", sostenevano già ieri, assicurando di non sapere quello che avrebbe detto. Possibile che la "discesa in campo" non fosse concordata? Sarà... Di certo c'è solo che oggi - a praticamente 24 ore dall'endorsement, il governatore ha provato a prender le distanze.

La replica di Giarrusso alle polemiche

Se c'è uno che invece rimane convinto della bontà e dell'integrità morale della sua scelta, nonostante i trascorsi, è proprio Dino Giarrusso. "Nessuno può dirmi che salgo sul carro del vincitore, visto il momento di difficoltà del Pd", dichiara l'ex M5S in un'intervista concessa al Corriere della Sera."È normale che mi attacchino", aggiunge, "ma ho una mia forza e sono stato un elettore di centrosinistra prima di scegliere il Movimento CinqueStelle, ci sono stati ingressi di persone ben più distanti".

L'ex Iena ha pronta anche la replica all'affondo social ricevuto dal vicesegretario Provenzano: quest'ultimo ha considerato che alle ultime elezioni in Sicilia Giarrusso si era candidato non solo contro il Pd, ma con Cateno De Luca. "Provenzano ricorda malissimo, o non ero candidato con De Luca. Mi stupisce, abbiamo sempre avuto un buon rapporto", replica l'ex grillino. Il Pd, secondo Giarrusso, "aveva commesso errori e smarrito in parte la sua identità, allontanandosi dai lavoratori, dai deboli".

"Bonaccini lo ricostruirà e io mi metto a disposizione", precisa in conclusione,"trovo il suo progetto il più credibile e ha una chiara origine di sinistra. Il Pd deve tornare a far sognare i cittadini e stare sui territori".

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