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La "guerra santa" del No: dibattiti a senso unico pure in chiese e parrocchie

In tutta Italia si moltiplicano gli incontri anti riforma all’ombra dei campanili

La "guerra santa" del No: dibattiti a senso unico pure in chiese e parrocchie
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Il no al referendum val bene una messa. Alla vigilia del voto del 22 e del 23 marzo la sinistra ha smesso di agitare lo spauracchio della laicità e di lamentare la presunta ingerenza della Chiesa pure davanti al suono di una campana. Per la campagna contro la riforma Nordio fanno comodo, infatti, le sale e gli altri spazi messi a disposizione dalle parrocchie. Non c'è solo il programma di sette incontri nelle chiese delle diocesi di Trani, Molfetta e Andria promosso dalla sezione locale dell'Unione Giuristi Cattolici Italiani e durante i quali, come aveva denunciato Forza Italia, «solo e unicamente rappresentanti del no diffonderanno il verbo contrario». Lungo tutto lo Stivale sono tanti i don Camillo che stanno aprendo le porte ai Peppone in campagna referendaria. Scorrendo gli eventi nell'agenda del comitato «Giusto dire no» si può tracciare una mappa da nord a sud.

Questa sera a Staranzano, in provincia di Gorizia, nella parrocchia di San Pietro e Paolo è atteso il magistrato Paolo Toso in qualità di rappresentante del no per rispondere alla domanda: «La giustizia resta uguale per tutti?». Dal Friuli-Venezia Giulia al Veneto, il comitato «Giusto dire no» ha scelto il teatro parrocchiale della chiesa San Bartolomeo Apostolo per presentarsi a Rovigo in una tavola rotonda con due rappresentanti del no coordinata dalla sezione locale dell'associazione Libera di don Luigi Ciotti. Spostandosi in Liguria, invece, sabato scorso i locali della parrocchia di Cristo Re ad Imperia hanno ospitato l'evento dal titolo «Perché è giusto dire no». Ad ascoltare i quattro magistrati al tavolo dei relatori non c'erano soltanto gli «Amici della parrocchia», nome dell'associazione organizzatrice, ma anche un nutrito parterre di rappresentanti del centrosinistra locale tra cui il consigliere regionale dem Enrico Ioculano e il consigliere comunale di Avs Lucio Sardi. Ma il fenomeno delle chiese che accolgono gli attivisti per il no non è limitato al nord del Paese. In Campania, a Castellamare di Stabia, la parrocchia di Santa Maria del Carmine è diventata la sede delle riunioni del comitato promosso da rappresentanti di Libera, Anpi, Cgil e Rete degli Studenti. A Taurianova, in provincia di Reggio Calabria, la chiesa degli artisti in Santa Lucia ospiterà domani un incontro per presentare le ragioni del no. Nelle stesse ore, nella chiesa rettoria Immacolata Concezione di Maria Santissima di San Gregorio di Catania, andrà in scena un'iniziativa analoga con il titolo più neutro di «Dialoghi sulla riforma costituzionale Nordio», ma sempre inserito nella campagna «Giusto dire no».

Nonostante questa volta non sia arrivata la «benedizione» della Cei dopo l'infelice

appoggio dello scorso giugno ai quesiti su cittadinanza e lavoro (un azzardo del vicepresidente Francesco Savino più che del presidente Matteo Zuppi), la campagna referendaria è riuscita ad entrare comunque nelle chiese.

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