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I 5S difendono Scarpinato e ci attaccano: "Fango contro di lui". Ma anche le toghe lo stigmatizzano

I capigruppo M5S attaccano i giornali e difendono Scarpinato parlando di “campagna di fango”, ma evitano il merito delle questioni sollevate sul caso Natoli e sul filone mafia-appalti. Magistratura Indipendente: "Rammarico per il tenore degli apprezzamenti su Borsellino". La solidarietà della politica al gruppo editoriale

I 5S difendono Scarpinato e ci attaccano: "Fango contro di lui". Ma anche le toghe lo stigmatizzano
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I 5 Stelle non sono evidentemente abituati a essere chiamati a rispondere su inchieste che li vedono coinvolti, per cui preferiscono passare all'attacco. Gli stessi che professano la libertà di stampa accusano "La “redazione unica” dei giornali di Antonio Angelucci" che secondo i capigruppo M5S al Senato e alla Camera Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi "continua imperterrita con la campagna di fango contro Roberto Scarpinato. Un copione logoro, ripetitivo, che non aggiunge nulla se non rumore e propaganda".

E ancora: "Cosa c'è di nuovo in quanto scrivono il Tempo e il Giornale? Zero. Solo la solita litania secondo cui Scarpinato dovrebbe chiedere scusa. Ma scusa di cosa, esattamente? Di parole pronunciate da Natoli in dialoghi con i suoi familiari sconosciuti a Scarpinato? Siamo alla farsa. E poi la solita bufala: l’audizione 'preparata a tavolino' con Natoli. Falso. La richiesta era chiarissima: replicare in commissione ciò che gli veniva riferito al telefono. Fine. Nessun complotto".

Primo: ritengono una frase normale quella pronunciata da Natoli che dice a Scarpinato "tu devi alzarmi la palla"? Ed è prassi che un componente di una commissione così delicata concordi gli argomenti e le domande con l'audito, mettendo a punto una strategia? Che motivo c'è, se la memoria è ben salda, di sviscerare insieme i temi? Terzo: è così difficile prendere le distanze da chi ha insultato Borsellino e i figli? Poi l'accusa ancora più pesante delle precedenti: "La loro è una campagna basata sul nulla, ma con un obiettivo chiarissimo: sviare l’attenzione. Dopo lo scandalo 'bisteccheria d’Italia', dopo il caso Gioacchino Amico, dopo quello che sta emergendo dentro il partito di Giorgia Meloni dal Piemonte alla Sicilia, serviva un'arma di distrazione di massa", dicono, "D’altronde, quando si è stipendiati da un parlamentare della maggioranza, il copione è quello. A chiedere scusa dovrebbe essere chi sta orchestrando l'ennesima campagna di fango contro un eroe dell'antimafia come Roberto Scarpinato". Se fosse fango qualcuno smentirebbe i contenuti da noi pubblicati, ma leggiamo solo attacchi che non entrano nel merito del filone "mafia-appalti" e della centralità che questo aveva per Falcone e Borsellino.

A prendere invece una posizione nettissima è la corrente di Magistratura indipendente che, in un comunicato firmato dalla Presidente Loredana Miccichè e dal Vice Segretario Generale Giampaolo Fabrizi, si esprimono in modo inequivocabile: "Paolo Borsellino non appartiene alla storia di una famiglia, né a quella di una corrente o di una stagione politica. Appartiene a tutti. La sua figura - insieme a quella di Giovanni Falcone e di quanti hanno dato la vita nella lotta alla mafia - costituisce un patrimonio morale e istituzionale irrinunciabile, che la magistratura italiana deve custodire come parte della propria identità collettiva. Espressioni come quelle riportate dalla stampa non scalfiscono quella memoria. La confermano, per contrasto, nella sua grandezza. Magistratura Indipendente manifesta profondo rammarico per il tenore degli apprezzamenti espressi nei confronti di Paolo Borsellino e dei suoi familiari, emersi dalle intercettazioni recentemente pubblicate. Ricorda sempre con immenso rispetto e profonda ammirazione la figura del giudice Borsellino, che ha dedicato la sua vita alla difesa della legalità e dei valori democratici".

Mentre il senatore di Forza Italia e membro della Commissione Antimafia Maurizio Gasparri esprime solidarietà al gruppo editoriale: "Gli insulti a Paolo Borsellino ed ai suoi familiari emersi dai dialoghi tra Scarpinato e Natoli, già esponenti della magistratura palermitana, non possono essere liquidati così semplicemente dagli esponenti politici della sinistra, in particolare dai grillini. Dovrebbero chiedere scusa Scarpinato e Natoli per le loro parole. Lo stesso Scarpinato deve prendere atto dell’impossibilità di stare in Commissione antimafia dopo che è emersa con chiarezza la sua attività in connessione con Natoli, alla vigilia dell'audizione di questo ex magistrato nella Commissione stessa.

Sono poi inaccettabili gli attacchi a una stampa libera che sta facendo una coraggiosa informazione in materia di antimafia. Piena solidarietà ai giornalisti che stanno conducendo inchieste importanti, come quelle de Il Tempo e de Il Giornale, il loro lavoro va rispettato e, semmai, tutelato non certo fatto oggetto di minacce e di insulti”.

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