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I pm indagano su Dossieropoli, ma Ranucci accusa il Giornale e il Tempo di "macchina del fango"

Il conduttore di Report, smascherato dai nostri scoop, prova a gettare discredito sulla nostra testata e su quelle del nostro editore. Ma a smentirlo è proprio Bellavia

I pm indagano su Dossieropoli, ma Ranucci accusa il Giornale e il Tempo di "macchina del fango"
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Sigfrido Ranucci non accetta che il suo metodo venga smascherato dagli scoop del Giornale e, dopo aver tentato di zittirci, prova a gettare discredito pure su un'altra testata del nostro editore, il Tempo. Il motivo? Aver fatto il proprio mestiere ponendo una domanda, una semplice domanda, a Matteo Renzi.

"Gli stessi legali di Bellavia hanno ammesso che erano i giornalisti di Report a fornirgli alcuni nomi per ottenere informazioni. C’è un cortocircuito tra la magistratura e un certo modo di fare informazione?", ha chiesto Dario Martini all'ex premier, il cui nome è apparso nei file rubati a Bellavia, consulente di Report e di alcuni pm. Ecco quindi che scatta l'ira di Ranucci, che in un post su Facebook si indigna e si scaglia contro "i giornali degli Angelucci" che con le loro domande stanno svelando quello che sembra un dossieraggio, al punto che la stessa procura di Milano si prepara a indagare a fondo.

Tra l'altro proprio ieri a ribadire i raporti tra Report e il commercialista è stato lo stesso Bellavia, che alla nostra Hoara Borselli ha confermato che non è stato lui a passare carte ai giornalisti di Ranucci (ai quali non avrebbe mai fornito informazioni riservate), ma "al contrario ricevevo le carte da loro" e gliele spiegava. E proprio per questo Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, ha deciso di mandare come denuncia alla procura di Milano "il celebre testo di 36 pagine redatto dallo stesso Bellavia e pubblicato da numerosi giornali, in seguito circolato online in maniera ampia in questi giorni". Si tratta di un elenco di magistrati con i quali avrebbe collaborato e di personalità (molte delle quali mai indagate) sulle quali avrebbe svolto verifiche. "Non si capisce perché siano state al centro di quello che appare a tutti gli effetti un dossieraggio", aggiunge Gasparri.

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Eppure Ranucci alza la voce, urla sui social alla "macchina del fango",

alla "malafede", all'"asse" tra giornali e Maurizio Gasparri per colpire la sua trasmissione. Ma noi non ci faremo intimorire. Come ha detto il direttore Cerno, "così resistiamo alla sinistra della censura e dei dittatori".

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