Ilaria Salis candidata è un danno per tutti

Cara Teresa,la sinistra si dispiace nel vedere la detenuta Ilaria Salis trascinarsi nell'aula di tribunale con mani e piedi in catene

Ilaria Salis candidata è un danno per tutti
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Buongiorno Direttore Feltri,

cosa ne pensa della candidatura alle prossime elezioni europee di Ilaria Salis?

Gradirei conoscere la sua opinione in merito a questa iniziativa che, secondo me, proprio come

dice Giorgia Meloni non fa altro che politicizzare la questione danneggiando la posizione di Salis in Ungheria.

La ringrazio.

Teresa Grilli

Cara Teresa,

la sinistra si dispiace nel vedere la detenuta Ilaria Salis trascinarsi nell'aula di tribunale con mani e piedi in catene, tuttavia non si fa scrupoli nell'adoperare l'insegnante monzese a proprio esclusivo beneficio, ossia per aumentare il numero dei voti ottenuti in occasione delle elezioni europee del prossimo giugno. Alleanza Verdi e Sinistra intendono farci credere di avere proposto la candidatura a Salis allo scopo nobile di sensibilizzare l'opinione pubblica continentale riguardo il rispetto dei diritti umani, inclusi quelli delle persone che subiscono limitazioni alla propria libertà personale, cioè che si trovano in stato di detenzione. Si adduce altresì come motivo alla base di tale decisione il fatto che, qualora Salis venisse eletta, potrebbe finalmente fare ritorno in patria, possibilità che le è stata di recente negata dalla magistratura ungherese. Anche questa è una motivazione elevata, eppure non è per queste cause che la sinistra si è appassionata a Salis e alle sue vicissitudini giudiziarie in terra straniera.

Il caso Salis è stato da subito considerato dai progressisti una formidabile opportunità per colpire il governo, denunciando l'incapacità o l'assenza di volontà da parte dell'esecutivo di occuparsi di una cittadina italiana che si trova ristretta al di là dei confini nazionali. In verità, interessamento ed impegno del governo non sono affatto mancati. Semmai è la politicizzazione della vicenda, operata dalla sinistra, ad avere creato nocumento a Salis ostacolandone la liberazione.

Adesso, come se non bastasse, i nostalgici del comunismo candidano alle Europee Salis, sotto giudizio in uno Stato membro poiché accusata di avere aggredito alcuni manifestanti di destra, pretendendo di convincerci che ciò favorirà la trentanovenne, la quale, molto ingenuamente, ha accettato la candidatura e si è fatta intortare dai radical-chic, che non sono buoni come sembrano.

Mi rammarico per il babbo di Salis, che mi è parso essere un uomo intelligente. Egli si è fatto persuadere riguardo la convenienza di tale candidatura. È una trappola. Sfruttando Salis, Alleanza Verdi e Sinistra accresceranno i voti, renderanno meno disastroso il fallimento elettorale, ma non è affatto scontato che l'insegnante ottenga un seggio e possa rientrare in Italia. Si potrebbe obiettare che valga comunque la pena tentare. Invece no. Sono certo che non convenga per niente candidare Salis (non a Salis almeno), per di più con partiti di sinistra radicale che seguitano a lanciare accuse di fascismo contro chiunque non la pensi come loro. Insomma, Salis è tacciata di avere pestato violentemente cittadini di un altro Stato sul territorio di quest'ultimo proprio a causa dell'ideologia. Persino un idiota capirebbe che puntare su politica e ideologia per uscirne è una boiata colossale.

Purtroppo la sinistra si abbandona sovente a questo malcostume, quello di trasformare in eroe chiunque possa essere presentato in qualità di vittima al cospetto dell'elettorato, esortato a votare il soggetto proposto non in virtù di quello

che questi ha compiuto, ossia per i suoi meriti, bensì in virtù di quello che questi ha subito. Codesto meccanismo di vittimizzazione divora la «vittima» stessa, di sicuro non la tutela, piuttosto la usa alla stregua di un arnese.

Sarebbe ora che la sinistra spiegasse una volta per tutte perché mai un deputato o un ministro di centrodestra sotto indagine (e nemmeno rinviato a giudizio) sia tenuto a dimettersi per opportunità politica, mentre una sconosciuta senza titolo e senza merito possa dal nulla essere candidata ed eletta, quindi acquistare un seggio all'interno di una istituzione, quantunque sia sotto processo penale e per di più non per avere rubato le caramelle, ma per avere preso a botte individui da lei ritenuti

colpevoli di non condividere la sua medesima visione del mondo.

Beh, io non so se Salis sia rea o meno. Mi auguro che sia dichiarata innocente e che possa rincasare libera e lieta. Ma è un fatto che ella sia sotto giudizio.

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