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Interrogazione bipartisan, 40 senatori alla Meloni: "Gravina si dimetta"

I parlamentari chiedono al governo di intervenire per rimuovere il presidente della Figc, dopo la clamorosa eliminazione degli Azzurri dai Mondiali per la terza volta consecutiva

Interrogazione bipartisan, 40 senatori alla Meloni: "Gravina si dimetta"
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Non si è ancora spenta l'eco dell'eliminazione della Nazionale italiana dai Mondiali che si fa sentire anche la politica, ma non con una polemica o qualche battuta bensì con un atto formale in Parlamento. In un'interrogazione a risposta scritta alla presidente del Consiglio quaranta senatori chiedono le dimissioni di Gabriele Gravina, presidente della Figc. Individuano lui come "testa da tagliare" per il clamoroso flop azzurro e chiedono al governo di muoversi.

La richiesta è stata prsentata questa sera alla premier e al ministro dello Sport Andrea Abodi da alcuni senatori della maggioranza e dell'opposizione. In calce al testo, come riferisce l'agenzia Adnkronos, dovrebbero esserci una quarantina di firme. Primo firmatario è il senatore di Forza Italia Pier Antonio Zanettin.

"Si chiede di sapere - si legge nell'interrogazione - se il governo ritenga che la permanenza di Gabriele Gravina alla guida della Figc sia ancora politicamente e istituzionalmente sostenibile, e se non ritenga invece necessario sollecitarne un immediato passo indietro". Nello stesso tempo si chiede al governo "quali iniziative urgenti intenda assumere, nel rispetto dell’autonomia dell’ordinamento sportivo, presso il Coni e gli organismi competenti affinché sia messo in atto immediatamente il commissariamento, volto a determinare un radicale cambio di guida e l’avvio di concrete riforme del sistema".

I senatori intendono inoltre sapere se il governo intenda presentare "un piano straordinario per il rilancio del calcio italiano fondato su settore giovanile, scuola, impiantistica, calcio di base, formazione tecnica, valorizzazione dei giovani eleggibili per le squadre nazionali e riequilibrio economico-finanziario del sistema".

Inoltre si sollecita un dibatto in Aula: "Si chiede di sapere se il governo non ritenga necessario riferire urgentemente in Parlamento sullo stato del calcio italiano, trattandosi non di una mera sconfitta sportiva ma di un fallimento che colpisce uno dei più rilevanti patrimoni sociali, culturali, economici ed educativi della Nazione".

Al governo si domanda inoltre se "intenda promuovere, nel rispetto dell’autonomia dell’ordinamento sportivo, una verifica approfondita sui meccanismi di governance della FIGC, con particolare riferimento ai criteri di nomina, ai sistemi di controllo interno, e alla garanzia di piena trasparenza nella gestione". Infine viene invocato un "intervento straordinario volto a ristabilire fiducia, credibilità e responsabilità nel sistema".

Può far sorridere o storcere la bocca che tra guerre in Medio Oriente e in Ucraina, crisi energetica e problemi obiettivamente molto seri il Parlamento trovi il tempo e la voglia di occuparsi del pallone.

Però c'è anche da dire che l'esclusione dai Mondiali per la terza volta consecutiva è, sportivamente parlando, molto grave e se il sistema calcio non provvede da solo a fare qualcosa per correre ai ripari, è bene che qualcuno, dall'esterno, glielo imponga.

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