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L'ultimo sfregio a Ramelli: la sinistra non cambia mai

In Emiglia Romagna bocciata una risoluzione dedicata alla memoria del giovane ucciso a soli 18 anni

L'ultimo sfregio a Ramelli: la sinistra non cambia mai
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Il caso di Sergio Ramelli continua a essere motivo di discussione e non di unione, nonostante si tratti di un ragazzo ucciso quando aveva solo 18 anni. La sua "colpa"? Essere un militante del Fronte della Gioventù e per questo fu aggredito a Milano il 13 marzo 1975 da un gruppo di militanti legati ad Avanguardia Operaia, colpito alla testa con chiavi inglesi, dopo un clima di persecuzione nato anche dentro la sua scuola, l’Itis Molinari. Morì il 29 aprile 1975, dopo 47 giorni di agonia.

Per anni Ramelli è rimasto una figura trattata come “divisiva”, nonostante fosse una vittima politica uccisa e la sua appartenenza alla destra giovanile è stata usata da una parte della sinistra per contestare targhe o intitolazioni. come della scuola Molinari a Milano. Nel 2025 Ignazio La Russa lanciò l’idea di intitolare a Ramelli l’istituto che frequentava. Il sindaco Beppe Sala si oppose, definendo la proposta una scelta “divisiva”. Nel 2022 comparvero manifesti contro la mozione di Fratelli d’Italia per intitolare una strada a Ramelli: lo slogan era “Nessuna strada per il neofascista Ramelli”.

A denunciare l'ennesimo caso è Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Emilia-Romagna che

"denuncia la bocciatura della risoluzione dedicata a Sergio Ramelli". Evangelisti "critica la decisione della maggioranza, accusata di essersi nascosta dietro motivazioni procedurali senza affrontare il merito della proposta".

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