L'impressione è che la sinistra parli da sola e, come dentro una matrioska, infili bugie sempre più grandi sotto l'etichetta degli antifa. Un oltraggio all'antifascismo, ai valori della Resistenza cattolica, socialista e liberale che con i comunisti all'opposizione ha costruito i valori della repubblica, nel nome della pacificazione. Nel nome di quell'antifascismo, dalla piazza al palazzo, si costruisce oggi l'antagonismo ai governi eletti. Somiglia molto più agli anni di piombo che alla festa della Liberazione, lordata già l'anno scorso da una bandiera di Hamas che sventolava su Porta San Paolo a Roma. La verità è che i partigiani sono morti, quelli veri, e così come i figli ricostituenti dei nostri padri costituenti non riescono a parlare di Costituzione, così coloro che si sono assunti l'etichetta di difensori della libertà hanno letto male il dizionario italiano e usano il termine partigiano nella sua forma più sterile e antistorica: quella di parteggiare solo per se stessi. Ecco perché le cronache si riempiono di anarchici bombaroli, di jihadisti che si professano libertari e persino di europarlamentari che usano l'antifascismo come scudo per il nuovo terrorismo.
Le eruzioni cutanee di questo magma che si muove sotto la pelle dell'Europa sono Mohammed Hannoun - in carcere in Italia con l'accusa di finanziare Hamas - e Rima Hassan, l'eurodeputata franco-palestinese della sinistra di Mélenchon arrestata ieri con l'accusa di apologia del terrorismo.