Giorgia Meloni prima del silenzio elettorale in vista del referendum della Giustizia è stata ospite di Bruno Vespa e sono stati tanti i temi affrontati in appena cinque minuti. Ha ribadito che nell’ultimo anno che manca alla fine del mandato “continueremo a fare del nostro meglio per costruire una nazione migliore, più moderna, più giusta, più capace di rispondere ai bisogni dei cittadini. Un elemento fondamentale di quella modernizzazione è la riforma della giustizia, una riforma della quale parliamo da decenni, che nessuno è mai riuscito a fare. E quindi ci serve che i cittadini ci regalino cinque minuti del loro tempo per andare a mettere una croce sul 'Sì’”.
Sul referendum e sulle critiche sono state mosse, soprattutto per il sorteggio, il presidente del Consiglio ha ribadito che “è surreale quando si chiede se uno si farebbe operare da un primario sorteggiato. Ma perché, quando uno va all'ospedale si elegge il primario? Si sceglie il medico?”. La domanda, ha aggiunto, “non è quella ma se vuoi essere curato da un primario che sta lì perché amico di quello che l'ha nominato o da uno che sta lì perché è il più bravo”. Noi, ha proseguito, “stiamo facendo una riforma che consente di trovarsi di fronte un giudice che sta lì per merito e non per spartizione correntizia”. Quali sono, si chiede Meloni, “i presupposti dell'efficienza? Responsabilità e meritocrazia. Quanto incide sull'efficienza della giustizia il fatto che un giudice negligente continui tranquillamente a fare carriera? Quanto incide il fatto che la carriera non dipenda da merito e valore di un magistrato ma dalla corrente a cui appartiene?”.
Purtroppo, “noi li abbiamo visti questi problemi: abbiamo avuto magistrati che dimenticavano i detenuti in carcere, magistrati che depositavano le sentenze con quattro anni di ritardo, magistrati che condannavano persone innocenti e che poi non dovevano rispondere di quel che avevano fatto. Penso che nessuna riforma come questa possa migliorare l'efficienza della giustizia”. Il premier si è detto convinto “che un'Alta corte che si occupa solo di disciplinare con magistrati che non vengono selezionati dalle correnti ma tramite sorteggio ci offra dei giudizi tendenzialmente più giusti e più efficaci. Dopo di che devo anche segnalare un'anomalia non secondaria: il fatto che nell'attuale ordinamento il controllore venga scelto dai controllati”. Casi come quello di Garlasco "sono fatti specifici che raccontano il malfunzionamento di un sistema".
La magistratura, ha voluto sottolineare il premier, “è subordinata alla politica, atteso che una parte dei membri del Csm viene lottizzata tra i partiti politici e l'altra parte viene decisa dalle correnti ideologizzate della magistratura, che sono due cose che noi togliamo”. Ma, ovviamente, “quelli che difendono il controllo della politica sulla magistratura, perché pensano e hanno sempre pensato di trarne un vantaggio, non possono dirci la verità e ci dicono che quasi quasi siamo noi, che stiamo facendo una riforma per liberare la magistratura dalla politica, che la vogliamo controllare”. Quindi, l’appello ai cittadini: “Ci serve che ci regalino cinque minuti del loro tempo per mettere una croce sul sì”.
Nei 5 minuti di Bruno Vespa, il premier ha avuto modo anche di parlare del recente Consiglio europeo, spiegando che sono riusciti “a ottenere, nel Consiglio europeo di ieri, la possibilità per gli Stati membri di negoziare con la Commissione per affrontare le distorsioni che alcune regole europee producono. Una di queste, e chiaramente è il nostro obiettivo, è l'Ets. L'Ets è una tassa sulle forme più inquinanti di energia che finisce per determinare un aumento del costo anche per quelle meno inquinanti. Un paradosso assoluto”. Noi, ha aggiunto, “avevamo fatto un decreto, il decreto Bollette, che punta la sospensione di questo meccanismo perverso ma serve un via libera della Commissione europea e quello che c'è scritto nelle conclusioni del consiglio ci dà la possibilità di ottenere quel via libera”.
Meloni si è soffermata anche sul caso Delmastro. "Se ci fosse una manina - ha spiegato - vuol dire che questa è la cosa peggiore che si ha contro il governo italiano? Certo, abbiamo dei sottosegretari leggeri. Delmastro è stato leggero, da qui a dire che Delmastro è connivente con la criminalità organizzata, quando è uno che sta sotto scorta per il lavoro che fa contro la criminalità organizzata, secondo me ce ne passa. Se ci fosse stata una manina - ha proseguito - che dice 'gli ultimi giorni di campagna elettorale tiriamo fuori la cosa peggiore che abbiamo contro governo", gli italiani valuteranno".
Ospite dello Speciale Referendum su La7 Meloni ha osservato: "Sicuramente non è stata una bella campagna elettorale, perché c'è stato questo tentativo, si direbbe a Roma, di 'buttarla in caciara', di individuare il nemico, di spaventare la gente, di dire cose che non c'entravano assolutamente niente. È questo che mi ha convinto negli ultimi giorni a dedicarmi a questo tema, non perché non fossi consapevole che poi ci sarebbe stata l'accusa di politicizzazione ma per spiegare su che cosa si va a votare, perché ho trovato veramente orrendo il fatto di mentire, dover mentire per essere convincenti e questo devo dire è accaduto prevalentemente da parte del fronte del No. Dopodiché ovviamente i toni che sono stati utilizzati hanno portato a dei falli di reazione anche nella nostra metà campo e quindi complessivamente non è stata una bella campagna elettorale".
"Io ho citato una serie di casi sull'immigrazione che rappresentano una crociata che alcuni magistrati stanno facendo contro il governo per ragioni di carattere ideologico, perché lei capisce che non ha alcun senso dire che un immigrato illegale che entra in Italia e è responsabile di stupro, di stupro su un minore, deve essere liberato".
Con "una riforma nella quale non c'è più un controllo della politica sulla magistratura e quindi non c'è più una magistratura così polarizzata e così ideologizzata - spiega Meloni - vuol dire anche che noi avremo tendenzialmente sentenze che sono meno governate da ragioni politiche".