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Meloni e il modello De Gasperi

Due Italie differenti ma che a distanza di oltre ottant’anni continuano a comunicare

Meloni e il modello De Gasperi
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L’Italia di De Gasperi e l’Italia di Meloni, passato (presente) e futuro di una comune storia repubblicana. Due Italie differenti ma che a distanza di oltre ottant’anni continuano a comunicare. L’Italia di oggi, nelle sue fondamenta è appunto la stessa ricostruita dallo statista trentino dopo la fine del fascismo: una democrazia capitalista integrata nell’UE e alleata dell’America. Ma le trasformazioni globali stanno facendo vacillare il vecchio impianto (o ordine) che accomuna gran parte dei paesi usciti dalla seconda guerra mondiale. In questo momento di complessità nella gestione e nel posizionamento del Paese, il Presidente Meloni ha però una bussola da seguire: Alcide De Gasperi e la sua idea d’Italia. Lo statista trentino intuì fin da subito, date le emergenze a cui andava incontro, che per fare bene la politica interna bisognava curare la politica internazionale.

Su questo aspetto Meloni lo ha preso quasi alla lettera creando un solido legame sia con Bruxelles sia con gli Stati Uniti. Ma è su tre punti chiave della stagione degasperiana che il presidente del Consiglio si gioca buona parte del suo futuro politico, in casa e all’estero: economia, difesa europea e legge elettorale.

Economia

L’Italia di oggi, si regge ancora sulla ricchezza creata dal boom economico favorito dalle politiche monetarie e commerciali di Luigi Einaudi e Ugo La Malfa. Il liberalismo “ponderato” di quella stagione, fatto di naturali compromessi, ma incentrato su pochi vincoli burocratici, fiscali, esportazioni e investimenti nei settori chiave della produzione (dove oggi stiamo arretrando) dimostrano come l’arretramento dello Stato favorisce le politiche di crescita e sviluppo.

Difesa comune europea

Il grande sogno di Alcide De Gasperi, affossato dalla Francia, è forse più vicino che mai. La guerra russo-ucraina ha spinto i paesi europei a coordinare una risposta militare che ha di fatto aperto le porte ad una difesa comune e il tavolo dei “volenterosi” ne è l’apripista. Dunque, Meloni ha anche una grande responsabilità morale, onorare il nome dell’Italia e di quei padri fondatori che lavorarono per la causa europea.

Legge elettorale

La legge del 1953, definita dai detrattori come “truffa”, avrebbe garantito una certa stabilità che i governi repubblicani non ebbero. Il tema della stabilità è ancora oggi centrale, essendo quasi a fine legislatura e con una legge elettorale (forse) da approvare, destinata a segnare le sorti dei prossimi anni. Insomma, per Meloni, dopo l’ora della “prudenza” (G. Orsina) arriva l’ora del coraggio e dell’appuntamento con la storia.

In questa difficile

navigazione, tra mari in tempesta e scenari apocalittici, la storia fornisce un alleato prezioso per gesta, esempi e lezioni. E il richiamo a De Gasperi costituisce un porto sicuro, appunto, per l’Italia di ieri, oggi e domani.

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