Intervistata al Tg1, in collegamento dal Golfo Persico, la premier Giorgia Meloni ha toccato gli argomenti più caldi sia della politica interna post-referendum, sia della scena internazionale, come la crisi energetica, il conflitto in Iran e i rapporti sempre più tesi tra le due sponde dell'Atlantico.
"Che il governo va avanti io l’ho detto un minuto dopo l’esito del referendum. Il giorno dopo eravamo al lavoro perché non abbiamo tempo da perdere. Non abbiamo tempo da perdere particolarmente in un momento come questo, a me divertono le ricostruzioni su dimissioni e rimpasti che però sono alchimie di palazzo che non interessano nessuno, chi vuole continui pure a parlare di questo, che noi intanto continuiamo a fare il nostro lavoro per il bene di questa nazione", ha affermato la premier, rispondendo a una domanda su eventuale voto anticipato e su rimpasti di governo dopo i casi Delmastro e Santanchè.
La crisi internazionale "sta avendo già e avrà effetti concreti negativi sull’energia e sull’economia italiana e i il governo li monitora tutti quanti e intende intervenire con tutti gli strumenti che sono possibili per proteggere le famiglie e le imprese della nostra nazione, come del resto abbiamo fatto oggi con altri 500 milioni di euro destinati a prorogare fino al 1 maggio il taglio di 0,25 euro del costo del carburante", ha spiegato il presidente del Consiglio. "Abbiamo anche ampliato la misura precedente con provvedimenti a favore degli agricoltori e delle aziende che esportano -sottolinea il capo del governo- . Poi l’opposizione chiaramente fai il suo lavoro però si trova anche nella fortunata posizione di chi può criticare comodamente seduto sul divano perché sono altri che devono risolvere i problemi e noi lo facciamo. Ci aspetteremmo forse un atteggiamento un po’ più costruttivo".
"Noi già come gli altri paesi europei aiutiamo le nazioni del Golfo a difendersi dagli attacchi iraniani, lo facciamo chiaramente perché sono paesi strategici per i nostri interessi", ha poi detto la premier, spostandosi sullo scenario bellico. "Sono paesi amici ma soprattutto lo facciamo a protezione delle decine di migliaia di italiani che sono presenti nella regione". Poi nel merito della trasferta a sorpresa nel golfo, partita oggi dice: "La missione è un gesto di solidarietà verso nazioni che sono amiche ma chiaramente come obiettivo ha anche quello di garantire all’Italia gli approvvigionamenti energetici che sono necessari. Io ero già stata in Algeria per garantire il gas, oggi sono nel Golfo per discutere soprattutto del petrolio: da queste nazioni proviene circa il 15% del petrolio che è necessario per l’Italia".
Riguardo ai rapporti con gli Usa, Meloni ha affermato di continuare "a ritenere che sul piano geopolitico l’Europa non abbia molto
da guadagnare da una divaricazione con gli Stati Uniti, però il nostro lavoro è soprattutto quello di difendere i nostri interessi nazionali e quando non siamo d’accordo, dobbiamo dirlo e stavolta noi non siamo d’accordo".