I soliti noti della sinistra radicale, insieme ai collettivi, ai centri sociali, alle associazioni pro Pal con l’immancabile sostegno di Anpi e Cgil si preparano a scendere in piazza a sostegno di Nicolas Maduro. Dopo i sit in organizzati ieri contro l’intervento degli Stati Uniti, per domani è prevista a Roma una manifestazione con il motto “Scendiamo in piazza per la pace e i diritti” per fermare “l’aggressione di Trump contro il Venezuela”.
“L’estensione della guerra come metodo di gestione dei conflitti torna a mostrarsi in tutta la sua brutalità” scrivono i promotori della manifestazione, per poi aggiungere “L’attacco militare deciso dall’amministrazione Trump contro la Repubblica del Venezuela, accompagnato dal rapimento del presidente Nicolás Maduro e dei suoi familiari, segna un’ulteriore e gravissima escalation bellica che scuote gli equilibri internazionali”.
Tra le prime realtà a mobilitarsi dopo l’annuncio della cattura di Maduro ci sono le sigle della sinistra radicale a cominciare da Potere al Popolo e Rifondazione Comunista, proprio Potere al Popolo ha coordinato ieri una serie di presidi con lo slogan “giù le mani dal Venezuela”. In sintonia con questi partiti ci sono i collettivi universitari di Cambiare Rotta, Osa e la Rete dei Comunisti pronti a organizzare occupazioni nelle università in nome del compagno Maduro.
Alla luce degli interventi delle ore passate di numerosi esponenti della sinistra di Avs a sostegno del dittatore venezuelano è probabile che in piazza ci saranno anche parlamentari del partito di Fratoianni e Bonelli. Lo stesso potrebbe valere per i parlamentari del Movimento Cinque Stelle in prima linea contro l’intervento americano.
Ci sono poi i mondi pro Palestina che, partendo dai Giovani Palestinesi e dall’Unione democratica Arabo-Palestinese, si sono subito schierati dalla parte del dittatore venezuelano.
Secondo uno schema ormai collaudato nelle manifestazioni per la Palestina e nelle iniziative contro il governo Meloni, anche l’Anpi e la Cgil parteciperanno alla manifestazione di domani.
Tra le altre sigle presenti ci saranno la Rete Italiana Pace e Disarmo, Sbilanciamoci, Stop Rearm Europe Italia e varie realtà minori legate ad ambienti pacifisti e della sinistra.
La cattura di Maduro diventa così l’occasione per rinsaldare una rete che si muove in modo coordinato a seconda dell’esigenza del momento passando dalla Palestina al Venezuela con un comune denominatore: la volontà di attaccare Giorgia Meloni e Donald Trump.