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Emiliano fuori dalla giunta della Puglia. Ma sarà consigliere giuridico di Decaro

Dopo una trattativa estenuante durata molti mesi, il nuovo presidente ha optato per l'esclusione del suo predecessore dalla squadra di governo. L'ex magistrato avvia la procedura presso il Csm per l'aspettativa

Invocava la “gara” agli investimenti tra Musk e Branson aggiungeva: “Più andiamo veloci, più in fretta metteremo a disposizione la possibilità di lanciare satelliti a basso costo, che permetterà di rafforzare ancora questo importante distretto”.
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Nessun posto nella nuova giunta regionale per Michele Emiliano: l'ex presidente della Regione Puglia non farà parte della squadra di governo locale del suo successore Antonio Decaro. Per lui è previsto un ruolo "solo" come consigliere giuridico del presidente di regione. Il lungo tira e molla è stato chiuso nelle scorse ore: a breve Decaro preparerà il decreto di nomina, accettato da Emiliano che lo invierà al Consiglio Superiore della Magistratura che stabilirà se l'incarico è tra quelli che possono essere coperti dall'aspettativa. E, sotto questo punto di vista, bisognerà vedere se, trattandosi di una consulenza assimilabile a professione forense, il Csm concederà l'autorizzazione. Tutto dipenderà anche da come sarà spiegata l'infungibilità di Emiliano, il cui curriculum include una carriera da magistrato, sindaco di Bari e governatore.

L'incontro definitivo tra i due non si è chiuso di certo con un abbraccio. Chi conosce da vicino Emiliano assicura che è furibondo e ferito; anche perché dopo il passo indietro sulla candidatura al Consiglio regionale, ha dovuto compierne un altro. E tutto questo non sembra avere entusiasmato moltissimo la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che aveva concordato un esito diverso per l'ex governatore, già sacrificato con il mancato approdo nell'assemblea legislativa pugliese. La riorganizzazione del modello Maia che ha ridotto da 21 a 9 il numero dei consiglieri del presidente a budget invariato, tuttavia, era finalizzata anche a cooptare proprio Emiliano nella squadra dei nove che, grazie alla sforbiciata, potranno avere retribuzioni ben più generose: fino a 130mila euro annui. L'amarezza politica (per dirla con un eufemismo) dell'ex magistrato, comunque, rimane intatta.

Dopo essere formalmente rientrato nei ranghi della magistratura Michele Emiliano attende che il Csm provveda ad affidargli una nuova destinazione, in base alla disciplina precedente (datata 2002) rispetto alla riforma Cartabia che, due anni fa, ha dato una stretta agli incarichi esterni dei magistrati. Ma è proprio alle norme della Cartabia che si dovrà fare riferimento, eventualmente, se l'ex capo della giunta della Puglia chiederà di essere nuovamente collocato fuori ruolo per accettare l'incarico di consigliere giuridico di Decaro.

L'autorizzazione agli incarichi extragiudiziali spetta infatti al Consiglio superiore della magistratura, che ha l'obbligo di concederla soltanto per le cariche elettive (o quelle di ministro e assessore) e per alcune posizioni negli organi internazionali. In tutti gli altri casi, esistono norme (ora la Cartabia) e regolamenti (una circolare attuativa) che disciplinano le varie possibilità. Ma la decisione finale resta sempre discrezionale.

La Cartabia ha inserito nel novero degli incarichi autorizzabili presso gli enti pubblici anche quelli "nelle giunte e nei consigli regionali", che prima non erano contemplati ma ricadevano genericamente tra quelli per i quali veniva dimostrata la necessità di affidarsi a un magistrato ordinario.

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