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Minetti, la verità di Cipriani: "Quattro anni per adottare. Nordio? Non siamo amici"

Il marito di Nicole Minetti interviene sul caso della grazia e smentisce ogni attribuzione. E aggiunge: "Epstein mi stava antipatico"

Minetti, la verità di Cipriani: "Quattro anni per adottare. Nordio? Non siamo amici"
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Il caso della grazia a Nicole Minetti continua a far discutere ma per il momento non sono emersi profili di irregolarità nelle pratiche che hanno portato il presidente della Repubblica a firmare. A intervenire, dopo lunghi giorni di silenzio, è stato Giuseppe Cipriani, marito dell’ex consigliere della Regione Lombardia, che smentisce tutte le ricostruzioni fatte fino a questo momento e ogni addebito nei confronti suoi e della partner in un’intervista rilasciata al Corriere della sera.

Il caos mediatico, ha spiegato, “ha distrutto Nicole. Le han detto di tutto, poveretta, peggio di così... Lei è una madre fantastica, che sta facendo il suo dovere di mamma e crescendo questo figlio in maniera speciale. Ma dall’Italia, le è stato davvero gettato addosso un mare di merda”. Definisce “notizie false” quanto uscito di recente nei confronti dell’adozione e spiega che “ci abbiamo messo quasi quattro anni, per rispettare la procedura: giudici, assistenti sociali, psicologi... L’Uruguay non è un Paese delle banane, è un posto serio dove vengono fatte le cose seriamente”, sottolineando anche che l’Uruguay è un Paese socialista e “i soldi non servono a niente” ma che, soprattutto, “certe cose non si comprano”.

Il bambino, ha proseguito Cipriani, “doveva essere monitorato personalmente” da Minetti e “se avesse avuto l’affidamento in prova, non sarebbe potuta andare all’estero”. Come sottolinea anche lui, infatti, l’ex consigliere non rischiava il carcere ma l’affidamento ai servizi sociali per tre anni, che la obbligava a rimanere a Milano. “Noi lo portiamo a Boston ogni sei mesi, per i controlli. E sarà così fino ai 18 anni. Questa malattia è come togliere un chewing gum dai capelli: devi tirare, sperando di non strappare tutto. E quindi dev’essere assolutamente controllato, serve una persona sempre con lui: la mamma è la persona più vicina a un bambino”, ha proseguito Cipriani, motivando il trasferimento in Uruguay, anche perché sostiene che in Italia non ci siano ospedali specializzati per questa malattia, non così comune.

Ha poi negato la ricostruzione secondo la quale il ministro Carlo Nordio fosse un amico di famiglia, e “non è neanche stato a casa mia. Ma come fate a usare la parola ‘amico’, per questo genere di rapporti? Nordio ha vissuto tanti anni a Venezia e sarà andato all’Harry’s Bar qualche volta, immagino, come ci passano milioni di persone”. E anche su Jeffrey Epstein ha negato ogni vicinanza attribuita: “Non mi ha mai fatto un finanziamento. Mai. Voleva investire in un nostro locale, vent’anni fa a Londra, ma non se ne fece niente. Anche quella è una grandissima balla, basta andare anche sugli Epstein file e vedere: c’è una corrispondenza fra avvocati suoi e miei che poi non s’è conclusa”.

Inoltre, ha aggiunto, “non m’è mai stato neanche molto simpatico”. E sul futuro spiega: “Io e Nicole stiamo pensando d’adottare un altro bambino, sempre qui in Uruguay. Non abbiamo ancora fatto le carte. Speriamo che si calmino le acque”

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