Leggi il settimanale

"Modello Ice in Italia". Gli antagonisti fomentano l'odio contro la polizia

Sono iniziati i tentativi di accostare la Polizia di Stato dell'Italia di Meloni all'Ice dell'America di Trump da parte di chi è alla costante ricerca del pretesto per provocare guerriglia

"Modello Ice in Italia". Gli antagonisti fomentano l'odio contro la polizia
00:00 00:00

La sparatoria di Milano ha riacceso le discussusioni sulla sicurezza nel capoluogo e, soprattutto, sulle regole di ingaggio per i poliziotti. L'agente che ha sparato e ucciso il 28enne marocchino a Rogoredo ha agito per "paura e difesa" ha spiegato ai giudici, dopo che lo straniero gli ha puntato un'arma contro durante un controllo antidroga. Era buio e solo in un secondo momento si è potuto accertare che la pistola fosse, in realtà, caricata a salve: saranno le indagini a stabilire cosa sia accaduto ma, intanto, l'agente è indagato per omicidio volontario. Quanto accaduto a Milano, però, è già stato strumentalizzato dalle frange antagoniste, alla costante ricerca di pretesti e di argomenti per cercare lo scontro con lo Stato e l'ultima accusa in tal senso vuole la Polizia di Stato accostata all'Ice americano.

"La morte di un giovane a Rogoredo è stata immediatamente trasformata in un’arma politica. Un’arma puntata contro diritti, garanzie e possibilità di controllo democratico sull’uso della forza", scrivono gli antagonisti in un manifesto, accusando il governo di usare "un morto per spingere un’agenda repressiva". A detta degli antagonisti, chiedere lo stop delle indagini automatiche per le forze di polizia e chiedere che non esista più l'atto dovuto per queste circostanze vuol dire "più pistole, meno diritto. Più proiettili, meno giustizia. Più Stato armato, meno Stato di diritto". È una lettura pretestuosa e opportunistica, che mira solamente ad accrescere e fomentare l'indignazione delle forze dell'ordine, da troppo tempo nel mirino nei violenti. E quale sia il punto di caduta di questo ragionamento lo esplicitano dopo, quando sostengono che "è qui che il parallelo con il modello Ice – l’agenzia statunitense diventata simbolo di violenza istituzionale, impunità e uso politico della forza – smette di essere una provocazione e diventa una traiettoria".

E quindi ecco che il ragionamento diventa: "Un uomo è stato ucciso da agenti dello Stato. Non sappiamo se fosse una minaccia reale. Non sappiamo se ci fossero alternative. Non sappiamo se l’uso letale della forza fosse necessario. Ma sappiamo già che la destra vuole usare questa morte per togliere di mezzo ogni possibilità di accertarlo". Questa, concludono, "non è sicurezza. È impunità istituzionalizzata. Ed è così che, un colpo di pistola alla volta, si importa anche in Italia un modello in cui lo Stato non deve più rendere conto delle sue violenze".

Ma dal sindacato di polizia Sap, consapevoli che sarebbero arrivati palrallelismi di questo tipo, sottolineano che "chiunque volesse fare qualsiasi correlazione con i fatti accaduti in questi giorni negli Stati Uniti per mano degli agenti dell’Ice sarebbe assolutamente strumentale, ipocrita e lederebbe la dignità di tutti gli uomini e le donne delle forze dell’ordine". Queste le parole di Stefano Paoloni, il cui auspicio è che venga fatta chiarezza al pià presto.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica