In Italia esiste, anche se non è rumorosa, una sinistra che vive fuori dalla Ztl e che si sta rendendo conto che l'Italia non è patinata come l'avevano sempre immaginata. È la sinistra che sta guardando in faccia la realtà e che ha deciso di votare "sì" al referendum della Giustizia per la separazione delle carriere. La sinistra che potrebbe definirisi coerente con sé stessa nel portare avanti un progetto che per anni è stato tra le carte dei governi a guida Pd, e non solo, e che oggi trova sbocco con il governo a guida FdI. Ma finalmente trova la sua quadra: boicottarlo per questione ideologica appare quanto meno ipocrita. Il fronte del "Sì" nel frattempo si allarga e imbarca pezzi di un mondo operaio e popolare che non si riconosce più nelle battaglie dei radical chic, ma chiede il diritto fondamentale alla sicurezza e Marco Rizzo, che ha cambiato col tempo posizionamento rispetto alla sinistra, ha dato la propria indicazione per il "sì".
"Sono stanco di vedere un capotreno lavoratore che viene ucciso a Bologna da un balordo che aveva già fatto reati senza essere stato messo in galera, di leggere di un ragazzino accoltellato a Milano da un altro balordo impunito, mentre un poliziotto che spara per difendere un altro suo commilitone becca tre anni. Questa non è giustizia", ha dichiarato Rizzo, oggi leader di Democrazia Sovrana Popolare. "Le periferie sono fuori controllo anche a causa della migrazione e della globalizzazione selvaggia, sono molto diverse da quelle che conoscevo da giovane e che ho descritto nella mia biografia che presenterò mercoledì 14 gennaio, dalle ore 17:30, alla biblioteca comunale di San Cesareo perchè ritengo che il racconto sia un passo decisivo per realizzare consapevolezza politica dei cambiamenti e leggere la società odierna quasi completamente privata del rispetto dovuto alle persone", ha concluso.
La scelta di Rizzo fotografa una spaccatura profonda nell'elettorato di sinistra, che una parte vede ancora schierata la sinistra "ufficiale", arroccata nella difesa dello status quo giudiziario e dall'altra vede crescere un'area che vede
nella giustizia inefficiente un danno soprattutto per i più poveri. Per questa parte di sinistra, votare "Sì" significa chiedere che lo Stato torni a fare lo Stato, garantendo che chi sbaglia paghi davvero.