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"Il Pd è morto": la canzone parodia di Guccini che demolisce Schlein & co

Su Youtube va in scena la rivisitazione del celebre capolavoro "Dio è morto" in salsa anti-dem, dove vengono presi di mira tutte le idiosincrasie ideologiche della sinistra

"Il Pd è morto": la canzone parodia di Guccini che demolisce Schlein & co
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Negli ultimi giorni sta diventando virale un video di Youtube che prende di mira tutti i punti programmatici del Partito Democratico sotto la guida di Elly Schlein. Si tratta di una canzone, della durata di poco meno di tre minuti, initolata "Il Pd è morto": chiaro riferimento al celebre capolavoro di Francesco Guccini il cui nome completo era "Dio è morto (se Dio muore, è per tre giorni poi risorge)". Portato poi al successo soprattutto dai Nomadi nel 1967, nonostante l'iniziale censura della Rai, qua viene ripreso in forma parodistica per deridere l'attuale l'ideologia dem. Il brano è stato pubblicato sul canale della piattaforma di Google a nome "75LUCE75 - Fabio Lucentini Entertainment" non più tardi di tre giorni fa e, nel giro di appena 72 ore, ha ricevuto decine di migliaia di visualizzazioni.

"Ho visto cortei pro-Pal per una gretta apologia, utili idioti di un partito ormai indecente, che li indottrina ad un cervello in atrofia. Studenti asini che al Che Guevara giocano, tra arcobaleno e Allah", è l'inizio della canzone nella cui locandina viene rappresentato il volto della Schlein (con tanto di barba annessa) in un fotomontaggio con un'immagine d'annata dello stesso Guccini che - diciamoci la verità - non meritava per niente questo maligno accostamento con la segretaria del Pd. "Prese di mira le stazioni, le han sfasciate. La pace con i sanpietrini predicate. Obbedienza cieca integralista già dalla giovane età. La Sinistra usa l'ignoranza come assoluta verità", prosegue il brano parodia.

Poi, ecco la ripresa del famoso ritornello: "E il Pd è morto. Dalla parte di chi ci invade, il Pd è morto. Le regioni ormai perdute, Il Pd è morto. Al fascismo ci allarmate... il Pd è morto". Ma non è finita qui. Dopo avere snocciolato i recenti fatti di cronaca che hanno riguardato i manifestanti violenti pro-Gaza - con spesso tiepidi condanne dialettiche da parte degli esponenti più radicali della sinistra - l'elenco proposto da Fabio Lucentini prosegue e si concentra soprattutto sul tema dell'immigrazione e su come viene affrontato da Partito Democratico e compagni. "Mi han detto Elly è sopra il carro del Gay Pride e va per le strade, a cantare 'Bella Ciao' mentre saltella e ride, istigando all'invasione di altre etnie, perché han bisogno di nuove leve per votare e portarci l'Africa".

Secondo l'autore del testo queste "risorse saranno la nuova cultura. Ma puntualmente quei geni finiscono in galera. Il clandestino è coccolato, il Pd vuole il loro voto. E l'accoglione aspetta le risorse a braccia aperte al porto". Il passaggio successivo vede il ritorno del refrain che fa capo al titolo e ribadisce che "il Pd è morto. Per il Rosso dominio, il Pd è morto. Il popolo si incazza, il Pd è morto. Chi sta con il bandito... il Pd è morto". Infine, la conclusione della canzone.

"Ma penso che questa generazione è bella che fottuta, da una sinistra ideologia ormai inculcata, da un partito anti-italiano che lezioni vuole sempre darmi. Ai comunisti non crediamo, della loro doppia faccia solo un pirla non si accorge. Noi no, non li votiamo. Il Pd ha torto. L'Islam non vogliamo. Il Pd ha torto. L'Italia all'italiano, il Pd è morto".

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