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Referendum, il fronte del "Sì" spacca il campo largo

C'è una sinistra che vota "sì" per la separazione delle carriere e che si distacca dalla linea di Elly Schlein appiattita su quella del M5s

Referendum, il fronte del "Sì" spacca il campo largo
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C'è una data orientativa per il referendum sulla Giustizia: il weekend del 22-23 marzo. In quel giorno, gli italiani saranno chiamati a dire se vogliono o meno la separazione delle carriere, una riforma che anche la sinistra aveva nella sua agenda solo qualche anno fa, per poi arenarsi e schiacciarsi su posizioni compiacenti alla magistratura. L'Anm si sta spendendo enormemente per il "no", anche con l'affissione di cartelli fuorvianti nelle stazioni per convincere gli italiani che la politica che promuove il "sì" vuole imporre il controllo sulla magistratura. Una campagna criticata anche dal premier Meloni: "Non si può fare una campagna dicendo che i giudici verranno sottomessi alla politica. Quello che facciamo noi è togliere al Parlamento la possibilità di eleggere un pezzo del Csm, quindi semmai noi siamo togliendo la possibilità della politica di influenzare quello che fanno i magistrati, questa è la realtà".

Tuttavia, esiste a sinistra chi mantiene la barra dritta su quelli che sono stati per anni i capisaldi del suo schieramento politico e che non cambia idea solo perché a portare avanti la riforma è un governo di centrodestra. "Lo dico anche da persona che si è impegnata a far nascere il Pd: non ho alcun dubbio che sia necessario marcare più nettamente la separazione tra magistratura giudicante e magistratura requirente. Considero un errore serio pensare che la destra sia schierata organicamente tutta da una parte e la sinistra organicamente tutta da un'altra", ha dichiarato Enzo Bianco presentando un'intervista rilasciata a Il Foglio, sottolineando anche che "passare con frequenza da una funzione requirente a una funzione giudicante può creare, anche in buona fede, un habitus mentale che spinge naturalmente in una direzione di non imparzialità". Ed è questo il principio che guida la riforma e sul quale si basano anche gli altri ordinamenti che hanno scelto questa struttura.

E non è nemmeno l'unico Bianchi, perché il prossimo 12 gennaio a Firenze è previsto un incontro dal titolo "La sinistra che vota sì". Durante l'incontro è previsto un messaggio dell'europarlamentare, e vicepresidente del parlamento europeo, Pina Picierno.

È la sinistra che che prova a uscire dal cul de sac in cui la segreteria Elly Schlein e l'asse con il Movimento 5 Stelle sembrano aver confinato l'intero campo progressista, che rivendica la necessità del garantismo e che vuole lanciare un forte segnale anche agli elettori, dimostrando che la riforma della giustizia non è una bandiera esclusiva del centrodestra, ma una necessità democratica di tutto il Paese.

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