Il Sì al referendum rafforza la terzietà dei giudici: questo l’appello della consigliera togata del Csm di Magistratura Indipendente Bernadette Nicotra. “Domenica e lunedì i cittadini italiani avranno un'occasione unica”, la sua analisi: “Essere protagonisti del cambiamento e concorrere alla realizzazione del giusto processo e all'attuazione dell'articolo 111 della Costituzione, realizzando un sistema in cui il pubblico ministero e la difesa si confrontino davanti a un giudice che deve essere e apparire imparziale, ma soprattutto terzo”.
La consigliera – che ai nostri microfoni si era già opposta a “toni apocalittici e slogan” di questa campagna – ha poi rimarcato che la riforma, nei suoi effetti concreti, dipenderà in larga parte dai decreti attuativi, rendendo necessario un confronto tra le istituzioni coinvolte: “Questa è una riforma i cui contenuti prenderanno corpo attraverso i decreti attuativi e, qualora venga confermata, sarà indispensabile avviare subito un dialogo costruttivo tra tutti gli attori coinvolti, al fine di renderla perfettibile e riempirla di contenuto. È, dunque, una riforma che rappresenta un punto di partenza per rilanciare un processo riformatore e superare l'immobilismo culturale che da anni blocca il nostro Paese, nonchè per accelerare tutte le altre riforme che potranno essere un volano per migliorare e rafforzare il sistema giustizia”. “Per queste ragioni”, ha aggiunto, “voterà Si e spero che i cittadini italiani votino con la testa e non con la pancia”.
Intervistata dal Corriere Nicotra ha ribadito le ragioni del proprio orientamento favorevole, rimarcando come la riforma non intacchi l’autonomia della magistratura. “Nel testo definitivo non c'è un solo articolo che sottoponga il pm all'esecutivo”. E ancora: “La magistratura resta un ordine autonomo e indipendente. E non potrebbe che essere così: questi principi sono incomprimibili”.
Secondo la consigliera, la separazione delle carriere potrebbe contribuire a rafforzare l’imparzialità del giudice, elemento centrale del giusto processo: “La separazione delle carriere può anzi rafforzare un principio fondamentale del giusto processo: la terzietà del giudice”. Interpellata sul tema della credibilità della magistratura, ha spiegato: “Non può ignorarsi il ruolo centrale assunto da quella inquirente nel determinare nuovi equilibri. Ma solo una parte minoritaria dei pm ha condizionato le scelte di politica criminale rendendo politicamente ineludibile il problema della separazione delle carriere”.
A questo proposito ha aggiunto: “C'è una parte della magistratura che, nell'ansia di dover rendere a tutti i costi giustizia sul caso concreto, ha perso di vista l'esigenza del rigoroso rispetto delle regole processuali e sostanziali dell'ordinamento”. Ha inoltre sottolineato la necessità che i magistrati mantengano un profilo indipendente anche sul piano politico, non devono “etichettarsi né di destra né di sinistra” la sua linea. Quanto al tema delle correnti, ha osservato che “sono fisiologiche in tutte le aggregazioni democratiche. Non bisogna liberarsi delle correnti, ma dal correntismo, che ne è la deriva”.
Infine, per quanto concerne la questione del sorteggio, la Nicotra l’ha definita una delle parti più controverse della riforma, ma lasciando
intendere possibili correttivi: “È il tema più discutibile. Ma raccolgo segnali che saranno introdotti correttivi per temperare il sorteggio secco. E che per i decreti attuativi si ricorrerà al necessario dialogo istituzionale”.