Il percorso per il riordino della Polizia Locale segna un punto di svolta decisivo. Con la conclusione dell’esame degli emendamenti in Commissione Affari costituzionali alla Camera, il disegno di legge delega si avvia verso l’aula, portando con sé novità sostanziali che mirano a colmare un vuoto normativo che da decenni rappresentava uno dei più grandi limiti dei corpi. Non si tratta solo di una riorganizzazione burocratica, ma di un atto di riconoscimento verso migliaia di agenti che operano quotidianamente sul territorio.
“Possiamo con grande soddisfazione affermare”, ha dichiarato l’onorevole Augusta Montaruli, deputata di Fratelli d’Italia e relatrice della proposta di legge, che “sia fatto un passo in avanti in una riforma attesa da troppo tempo, mantenendo l’impegno di riconoscere anche da un punto normativo quella dignità che gli uomini e donne della polizia locale si sono già conquistati sul campo”. L’impianto della riforma punta a superare l’eccessiva frammentazione territoriale che ha finora caratterizzato il corpo, limitandone tutele e operatività con ovvie ripercussioni sulla capacità operativa sul capo e, in tal senso, tra i pilastri del provvedimento spicca l’accesso alle banche dati nazionali, come il Ced e lo Sdi, uno strumento indispensabile per garantire sicurezza ed efficienza negli interventi.
A questo si aggiunge un rafforzamento concreto delle tutele legali e assistenziali, estendendo finalmente alla Polizia Locale le normative previste per le vittime del dovere e i benefici legati alle infermità per causa di servizio. “Per ciò che attiene il contratto collettivo nazionale della funzione pubblica, si rende di fatto a strutturale la sezione per la specifica professionalità, con risorse distinguibili dai restanti amministrativi, rispondendo così all’esigenza di avere quella distinta disciplina, di cui all’art 40 e 42, comma 10, del decreto legislativo 165 del 2001”, ha aggiunto l’onorevole. Questo passaggio è fondamentale per garantire che la professionalità degli agenti venga valorizzata secondo criteri oggettivi, eliminando la discrezionalità che in passato ha penalizzato la categoria in sede di contrattazione.
“Con il rispetto che si deve ad un uomo dello Stato e alle iniziative politiche altrui, mi permetto di osservare come mentre in passato prospettive di riforma della Polizia Locale venivano respinte, affossate o stravolte, di ultimo proprio nella scorsa legislatura, oggi solo grazie a Giorgia Meloni, al Ministro Piantedosi, all’intero Governo e alla maggioranza compatta la riforma della Polizia Locale viene fatta.
Siamo determinati a non arretrare, anche rispetto alle risorse che il più recente decreto sicurezza del Governo Meloni, di ultimo, ha potenziato”, ha concluso l’onorevole Montaruli. Il voto dell'aula è previsto entro il mese di maggio, con l’obiettivo ambizioso di completare l’iter e varare i decreti attuativi entro la fine della legislatura