Il ritratto delle toghe al processo Mediaset: ecco chi giudica il Cav

Ecco i magistrati della Corte di Cassazione che sono chiamati a emettere il verdetto Mediaset

L'avvocato Franco Coppi all'uscita della Cassazione
L'avvocato Franco Coppi all'uscita della Cassazione

Un collegio di magistrati di lungo corso e di tendenze moderate, tutti nati in Campania e Puglia, e un sostituto procuratore generale sardo con dichiarate simpatie per la corrente conservatrice dei giudici della quale è stato anche leader. Questo il "ritratto" dei magistrati della Corte di Cassazione che sono chiamati a emettere il verdetto Mediaset e che hanno avuto come "antagonisti" il professor Franco Coppi, il "principe dei penalisti", e l’avvocato e parlamentare del Pdl Nicolò Ghedini, che difende l’ex premier Silvio Berlusconi dal 1998.

ANTONIO ESPOSITO

Nato a Sarno il 18 dicembre 1940. In magistratura dal 1965, in Cassazione dal 1985. Presidente della Seconda sezione penale. Colto da lapsus aveva dato appuntamento per il verdetto Mediaset al primo agosto 2014. Nel 2011 ha condannato Totò Cuffaro e poi gli ha riconosciuto di "aver accettato il verdetto con rispetto" dando "una lezione per tutti, in tempi così burrascosi intorno alla giustizia".

AMEDEO FRANCO

Beneventano di Cerreto Sannita, è nato il nove agosto 1943. Magistrato dal 1974. In Cassazione dal 1994. In servizio alla Terza sezione penale competente per i reati tributari, per la sua specializzazione ha svolto la relazione dell’udienza Mediaset in più di due ore di maratona oratoria. Scriverà le motivazioni del verdetto. Era nel collegio che ha confermato l’assoluzione del Cav per Mediatrade.

CLAUDIO D’ISA

Nato a Napoli il 28 aprile del 1949, vive a Piano di Sorrento, dove è un "animatore" del Rotary Club per quanto riguarda convegni sulla legalità e contro il crimine organizzato. Veste la toga dal 1975. Presta servizio alla Quarta sezione penale della Cassazione ed è anche componente della Commissione tributaria regionale della Campania. Non ha mai proferito parola durante l’udienza Mediaset.

ERCOLE APRILE

Leccese nato il primo ottobre 1961, in magistratura dal 1989. Giudice nella sua città, poi approdato alla Suprema Corte. Anche lui "muto" per tutta l’udienza.

GIUSEPPE DE MARZO

Classe 1964, il più giovane del collegio. Nato a Bari, in servizio dal 1991. Ha iniziato a Taranto. Anche lui non ha mai parlato durante l’udienza.

ANTONIO MURA

Ribattezzato dai media durante l’udienza Mediaset come il Cary Grant del Palazzaccio per la sua avvenenza. È nato a Sassari il 14 novembre del 1954. Togato dal 1984, in Cassazione dal 1994. Uomo di spicco della Procura, ex leader di Magistratura Indipendente. Ha definito Berlusconi come "l'ideatore di un sistema truffaldino", ha chiesto la conferma della condanna principale e la riduzione da cinque a tre dell’interdizione dai pubblici uffici.

FRANCO COPPI

Nato a Tripoli il 29 ottobre 1938, è considerato il migliore avvocato penalista. A lungo e fino al 2011, ordinario di diritto penale all’Università di Roma La Sapienza. Democristiano non pentito, da giovane voleva fare il pittore. La passione per i bei quadri gli è rimasta. Tra i suoi maggiori successi professionali la difesa di Giulio Andreotti e quella di Raniero Busco, prosciolto dal delitto di Via Poma. Tra i suoi clienti, Antonio Fazio e Gianni De Gennaro. "Il dottor Berlusconi doveva essere assolto fin dal primo grado", ha detto

NICCOLÒ GHEDINI

Nato a Padova il 22 dicembre 1959, entra nello studio del penalista Piero Longo. Ha partecipato alla difesa di Marco Furlan, uno dei due serial killer che si firmava Ludvig. Negli anni Settanta milita nel Fronte della Gioventù, poi passa al Partito Liberale. A metà anni Novanta, è segretario dell’Unione delle Camere Penali quando Gaetano Pecorella ne è presidente. Difende Berlusconi da quasi sedici anni, è onorevole dal 2001. "Il processo Mediaset è il mio incubo notturno", ha detto nell’arringa in Cassazione.

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