Dall’occupazione abusiva delle case popolari a quella del feed di un partito diverso dal proprio, è un attimo. In entrambi i casi però, l’intrusione ha un obiettivo che ha ben poco a che vedere con gli interessi collettivi o con la nobilità della causa per la quale si agisce. Anzi, l’interesse è esclusivamente solo e soltanto per l’occupante – trollante. La protagonista è sempre lei, l’eurodeputata di AVS Ilaria Salis che ieri pomeriggio si è messa a trollare la manifestazione “Padroni a casa nostra”, organizzata dalla Lega a Milano. La Salis ha pubblicato alle 17.31 la foto della piazza, molto probabilmente scattata qualche ora prima che l’evento iniziasse, scrivendo nel post: “quattro gatti in piazza Duomo a #Milano per la manifestazione della Lega e i “Patrioti” europei sulla remigrazione.
La prossima volta statevene a casa che fate più bella figura!”. Per la verità, il trollaggio della Salis era già iniziato la mattina di sabato quando alle 9.28 con grandissima eleganza e con un sorriso irritante si è selfata con in mano un foglio su cui aveva scritto “Fuck Remigration”. Adesso, a prescindere dalle opinioni sulla remigrazione o quella sulla libertà di espressione, c’è da dire che in diversi utenti hanno poi commentato il post della Salis pubblicando le foto e i video in cui si poteva vedere una piazza Duomo piena di manifestanti e in ogni caso il colpo d’occhio era assolutamente diverso dalla narrazione che la Salis ha cercato di diffondere in rete, anche per ragioni politiche molto evidenti.
Mettersi a trollare gli avversari politici con post irritanti e provocatori, incunearsi nelle discussioni delle community politiche altrui per provare a creare litigi o polarizzazioni gratuite, è una strategia di presidio dei social che ha una rendita utilitaristica per chi la mette in campo. Intanto, l’eurodeputata si è portata a casa un paccotto di interazioni che servono sempre a far crescere la portata dei post in quanto l’algoritmo le interpreta come una fonte di evidente interesse espresso dagli utenti e dai follower. Al contempo, più si trollano gli avversari tanto più si consolida un posizionamento di eroina-paladina agli occhi delle tribù cognitive più esposte e militanti.
Il messaggio che si prova a far passare in questi casi è chiaro: non temo i miei avversari tanto da consetirmi di prenderli apertamente in giro. Non ultimo c’è il risultato politicamente più redditizio per la Salis: quando si trollano gli avversari politici ci si espone, deliberatamente, alle risposte e agli attacchi più scomposti, all’esplosione dell’odio social e al rancore più feroce.
In tal modo, in un secondo si passa da carnefice a vittima, da sobillatrice a martire, da fustigatrice a paladina degli oppressi. Insomma, per farla breve, la Salis trolla non per qualche obiettivo generale, ma solo per il suo opportunismo politico.