È in corso dall'alba a Torino l'operazione "Riot" condotta dalla Polizia di Stato, sotto la direzione della Procura della Repubblica ordinaria e dei minorenni di Torino, per l'esecuzione di otto misure cautelari nei confronti dei principali responsabili degli scontri pro Pal dello scorso 3 ottobre nel capoluogo piemontese. L’Autorità Giudiziaria ha disposto a vario titolo l'arresto di 5 minorenni, di cui 2 in carcere e 3 collocati in comunità, e l'applicazione di misure cautelari nei confronti di 3 maggiorenni, 2 arresti domiciliari e 1 divieto di dimora a Torino. Il 3 ottobre, un venerdì, è stato il giorno di uno dei tanti scioperi generali chiamati per la Palestina, uno dei più violenti: il giorno prima un corteo non autorizzato ha fatto irruzione alle Ogr di Torino, devastandole prima che, proprio il 3 ottobre, si tenesse in quel luogo l'Italian Tech Week con, tra gli altri, Jeff Bezos insieme a John Elkann e a Ursula Von Der Leyen.
Nel giorno nello sciopero generale le tensioni a Torino sono iniziate poco prima dell'alba, quando un gruppo di manifestanti ha bloccato la sede Amazon di Brandizzo, poco fuori città, mentre in centro iniziava a formarsi il corteo che, per tutta la mattina, ha provocato gli agenti schierati a tutela delle Ogr dove si stava tenendo, nonostante tutto, l'Italian Tech Week. C'è stato un fitto lancio di lacrimogeni e bottiglie durato oltre un'ora oltre le barriere metalliche della struttura, al quale gli agenti hanno replicato con fumogeni per disperdere la folla. Dopo questo primo scontro, il corteo è ripartito verso il Politecnico dove gli agenti erano già schierati per impedire un'irruzione: i manifestanti hanno provato a sfondare il cordone ma sono stati respinti con cariche di alleggerimento e dopo l'ennesimo lancio di bottiglie e fumogeni hanno desistito. La stessa scena quel giorno si è ripetuta davanti allo stabilimento Leonardo, con anche lanci di pietre oltre il cancello: non sono riusciti a entrare ma hanno devastato le auto in sosta all'esterno della struttura.
Senza soluzione di continuità, il 3 ottobre a Torino gli scontri sono andati avanti fino a notte inoltrata e sono culminati in scontri violenti nei pressi di Torino Porta Susa, quando in serata il corteo, composto da diverse migliaia di persone, ha cercato di raggiungere la stazione. La polizia ha usato gli idranti per disperdere la folla, gli agenti sono stati colpiti con bottiglie, fumogeni, pietre e un carrello ricolmo di materiale in fiamme: qualcuno è riuscito a entrare all'interno dell'edificio viaggiatori e a raggiungere i binari, bloccandoli, mentre la maggior parte hanno invertito la marcia per tentare l'assalto alla prefettura. A fine corteo si sono contati numerosi poliziotti feriti. Quel giorno si sono contati danni per centinaia di migliaia di euro a Torino e oggi la polizia ha bussato a casa di alcuni dei partecipanti.
Durante le indagini è emerso che alcuni degli identificati e attinti da misure cautelari erano anche coinvolti in due rapine (una solo tentata) avvenute nell'area metropolitana di Torino, con gravi lesioni per le vittime.
Sono state eseguite perquisizioni, anche a carico di altri indagati, con il sequestro di dispositivi elettronici che verranno analizzati per comprendere i contatti e acquisire gli elementi probatori, essendo stato riconosciuto dall’Autorità Giudiziaria un quadro di “allarmante spregiudicatezza criminale, connotato dalla totale assenza di freni inibitori e un sistematico disprezzo per le norme fondamentali per la convivenza civile”.