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“Se ne va una mente anticonformista”. Il ricordo degli amici di Cirino Pomicino

Il mondo politico italiano piange la scomparsa di Paolo Cirino Pomicino, ex ministro Dc scomparso oggi a 86 anni

“Se ne va una mente anticonformista”. Il ricordo degli amici di Cirino Pomicino
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Il mondo politico italiano piange la scomparsa di Paolo Cirino Pomicino. Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, lo descrive come un “protagonista indomito, prima della scena politica poi come opinionista” che “ha incrociato la vita di schiere di politici, giornalisti e imprenditori, ai quali ha sempre proposto interpretazioni, strategie e soluzioni”. Gasparri sottolinea: “Spesso bersaglio di critiche e accuse anche severe, ha difeso con orgoglio il suo operato e analizzato con realismo le fasi politiche con i loro pregi e i loro difetti”. Il presidente dei senatori azzurri lo ricorda “con simpatia, pur - aggiunge - non avendo condiviso molte delle sue valutazioni, anche nelle ultime settimane. Ma in lui - conclude - ho sempre trovato un interlocutore intelligente, ben più colto dei suoi detrattori".

Il senatore Pier Ferdinando Casini ne ricorda il coraggio e la forza: "C'eravamo abituati a ritenere che Paolo fosse indistruttibile. Passando da un trapianto di cuore a un altro, - dice - la sua voglia di vivere e la sua passione per la politica avevano sempre vinto contro ogni debolezza del suo fisico”. Casini lo definisce “un democratico cristiano di rito andreottiano, parlamentare appassionato e competente, ministro di rara intelligenza". E aggiunge: “È stato presente nel Parlamento nazionale anche nella cosiddetta Seconda Repubblica, segno di un entusiasmo e di un impegno mai venuti meno. Ci mancherà Paolo Cirino Pomicino, uno - conclude Casini - degli ultimi interpreti della Democrazia cristiana che oggi ci ha lasciato". Anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi non ha dubbi: "Con Paolo Cirino Pomicino se ne va una delle personalità più raffinate della Prima Repubblica e una delle menti più interessanti e anticonformiste di questa lunga stagione di transizione politica. Le mie condoglianze a tutti coloro che gli hanno voluto bene".

L’ex ministro democristiano Enzo Scotti, invece, ricorda gli anni della Prima Repubblica: ''Con Pomicino e Gava abbiamo lavorato e vissuto insieme. Paolo e Antonio erano due personaggi diversi ma nonostante le diversità, c'era sempre dialogo". Scotti, poi, conclude lasciandosi andare alla commozione: “Pomicino era un creativo. Non era uno che accettava di aver raggiunto un finale. Era sempre alla ricerca di un nuovo finale. Ne sento veramente il vuoto...''. Struggente anche il ricordo di Gianfranco Rotondi ''La sua battaglia contro i mali che lo hanno afflitto è stata un infinito inno alla vita, ci ha insegnato che la vita va amata, vissuta e difesa. È stato un grande leader''. Anche Clemente Mastella lo dice chiaramente: "Piango un amico. Se la morte di Umberto Bossi mi aveva commosso, oggi non ho potuto trattenere le lacrime. Paolo Cirino Pomicino che avevo sentito al telefono fino a venti giorni fa, aveva una tempra di ferro, come la moglie sottolineava spesso: ho riletto la triste notizia due volte, incredulo. Ciao Paolo". E ricorda: "Dopo la lunga, comune militanza, abbiamo difeso, protetto e tutelato la storia gloriosa della Dc contro gli strali ingenerosi di chi la considerava un fossile della storia. Senza nostalgie anacronistiche, ma con fierezza”.

Mastella ricorda, poi, che Pomicino “è stato deputato europeo con me, con l'Udeur”. Il sindaco di Benevento, nel porgere le condoglianze ai suoi familiari, tesse le lodi dell’amico scomparso: “La sua intelligenza politica era vivida, ci sfidavamo, canzonandoci anche, su chi prevedesse prima e meglio gli scenari”. Per Alfredo Antoniozzi, vicecapogruppo di FdI alla Camera, "Paolo Cirino Pomicino è stato un grande meridionalista, ma è passato alla storia come lo sperperatore di risorse pubbliche”.

In realtà, “era - conclude Antoniozzi - un uomo di Stato, colto, ironico, intelligente. Accusato finanche di affari con la camorra e sempre assolto. Fu vittima di una macchinazione e fu espressione di una classe politica eccellente".

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